Per il momento i saldi estivi non stanno decollando. Il primo weekend di promozioni si è infatti chiuso con un calo dello 0,3% a valore sul totale retail rispetto allo stesso fine settimana del 2025.
Le vendite di abbigliamento e accessori sono diminuite dello 0,4%, con le visite in flessione del 2,4%, mentre l’altro retail ha registrato un calo dello 0,1% a fronte di un aumento delle visite dell’1,4%.
In tutto questo soffrono i negozi cittadini, mentre i centri commerciali si confermano il primo canale per performance, indicato da quasi il 60% dei retailer.
La fotografia, scattata da Confimprese, sottolinea come gli sconti non stiano bastando a rilanciare la domanda. La riduzione del potere d’acquisto e il caldo intenso stanno frenando gli acquisti, mentre i consumatori continuano a privilegiare spese mirate e sotto controllo.
Nel comparto dell’abbigliamento e degli accessori emerge inoltre un disallineamento tra traffico e vendite, perché a fronte di un calo delle visite e di uno scontrino medio sostanzialmente stabile, le vendite registrano una flessione contenuta. Al contrario, nel cosidetto ‘altro retail’ l’incremento delle visite non si traduce in un miglioramento delle vendite, che rimangono pressoché stabili.
I centri commerciali restano il canale d’elezione e quello più performante per il 57% dei retailer, seguiti dalle vie dello shopping cittadine e dagli outlet, entrambi indicati dal 14%. Seguono il commercio elettronico e i negozi di prossimità, entrambi al 7%.
Tra i fattori che stanno incidendo sulle vendite durante i saldi estivi 2026, al primo posto si collocano la riduzione del potere d’acquisto e il clima, entrambi indicati dal 36,7% dei retailer. Il caldo intenso potrebbe avere ridotto la propensione delle persone a spostarsi o averle spinte a privilegiare le località turistiche.
Seguono, tutti con il 6,7%, i presaldi riservati alla clientela fidelizzata, le promozioni continuative online e l’incertezza sul futuro. I prodotti nuovi e la presenza di saldi e promozioni durante tutto l’anno raccolgono invece il 3,3% ciascuno.
Le regioni che hanno registrato le migliori performance sono Lazio, Campania e Marche. Sul fronte opposto si collocano Val d’Aosta, Veneto e Sicilia, tutte indicate dall’1,7% dei retailer.
Confcommercio aveva stimato per i saldi estivi 2026 una spesa media di 201 euro per famiglia, pari a circa 91 euro pro capite, per un valore complessivo di 3,2 miliardi di euro.
I saldi termineranno prevalentemente tra la metà e la fine di agosto, anche se in alcune regioni proseguiranno fino a settembre. Solo allora sarà possibile tracciare un bilancio definitivo di una stagione che, almeno in partenza, mostra debolezze che nuotano in una congiuntura economica e sociale segnata dalla riduzione del potere d’acquisto e dove lo zampino del caldo torrido ha peggiorato la propensione all’acquisto degli italiani.


