L’indagine sul sentiment del mercato immobiliare condotta da FIMAA MiLoMB per il secondo trimestre 2026 evidenzia un aumento dei prezzi di compravendita per le abitazioni, in particolare nei territori di Monza e Lodi, a fronte di una domanda che rimane prevalentemente stazionaria. Mentre il comparto residenziale mostra dinamismo nei valori, i settori uffici, negozi e capannoni confermano una tendenza alla stabilità sia nei volumi sia nei prezzi.
Dinamiche delle compravendite residenziali
Il mercato delle abitazioni nel territorio di Milano, Lodi e Monza e Brianza presenta segnali divergenti. Se per il 40% degli operatori la domanda di acquisto è rimasta stazionaria, i prezzi hanno registrato incrementi significativi: nella città di Monza e in quella di Lodi il 67% dei rispondenti rileva un aumento, dato che raggiunge l’80% nella provincia di Monza e Brianza e la totalità del campione nella provincia di Lodi.
A Milano città , invece, prevale la stazionarietà dei prezzi per il 46% degli intervistati. Il numero di scambi intermediati riguarda per il 45% immobili “vecchi” e per il 40% immobili “recenti”, mentre il nuovo si attesta al 15%.
Profilo dell’acquirente e tipologie richieste
L’acquisto per uso personale rimane la finalità prevalente per l’81% delle transazioni, con punte del 92% nella provincia di Monza e Brianza. L’investimento per la messa a reddito è più frequente nella città di Lodi, dove interessa il 27% degli acquisti.
La tipologia contrattuale più ricercata è il trilocale, preferito in tutte le zone monitorate, fatta eccezione per la città metropolitana di Milano dove la domanda si divide equamente con i bilocali. Un fattore determinante per l’usato è la classe energetica: il 58% dei rispondenti segnala una crescente attenzione degli acquirenti verso questo parametro.
Per finanziare l’operazione, il 45% degli utenti ricorre al mutuo, sebbene a Lodi città prevalga la vendita della precedente abitazione.
Stasi nel comparto non residenziale
I segmenti uffici, negozi e capannoni mostrano una minore vitalità rispetto al residenziale. Per gli uffici e i negozi si registra una stazionarietà della domanda rispettivamente per il 49% e il 39% del campione, mentre per i capannoni il 53% rileva una diminuzione. Anche i prezzi di compravendita per queste categorie rimangono prevalentemente invariati. Gli sconti medi applicati in fase di chiusura delle trattative oscillano tra il 5% e il 10% per tutte le tipologie di immobili, residenziali e non.
Andamento del mercato delle locazioni
Il settore degli affitti presenta una situazione territoriale polarizzata. Nella città di Milano, il 61% dei rispondenti registra una diminuzione della domanda per le abitazioni, mentre nelle province di Lodi e Monza e nella città metropolitana di Milano la richiesta è in aumento.
I canoni di locazione residenziale sono cresciuti nella provincia di Milano (61%) e Monza e Brianza (64%), mentre sono rimasti stabili per gli uffici e i capannoni.
In merito alle tipologie contrattuali, il canone libero 4+4 resta la scelta principale, ma si osserva una diffusione crescente del canone concordato (3+2 o transitorio).
Previsioni per la prima metà del 2026
Le prospettive per i mesi successivi indicano una generale stabilizzazione. Per quanto riguarda le compravendite, il sentiment degli operatori suggerisce stazionarietà nel numero di scambi e nei prezzi per tutte le categorie. Per il mercato delle locazioni, l’indagine di FIMAA MiLoMB prevede canoni stabili per il comparto non residenziale, mentre per le abitazioni si prospetta una possibile riduzione dei valori, con una tendenza più marcata nella città di Milano.
“Quello residenziale è il mercato che più di altri ha fornito dati che hanno disegnato nuovi scenari, sia nella compravendita che nelle locazioni, con dinamiche coerenti – commenta il presidente di FIMAA MiLoMB, Marco Zanardi – Nelle compravendite così come nelle locazioni Milano città ha subito una contrazione evidenziando diminuzioni nella domanda, nei numeri di scambi e nei prezzi, con un aumento nell’offerta, nel numero di appuntamenti e nei tempi di vendita e di locazione”.
“Nelle province dei tre territori e nelle città di Monza e di Lodi le dinamiche sono state esattamente contrarie, andando ancora una volta ad evidenziare un interesse verso questi territori dove le migliori condizioni economiche, oltre ad una maggior possibilità di usufruire di spazi più ampi, hanno favorito nuovi consensi, provocando variazioni in aumento della domanda con incremento dei prezzi”.
“In controtendenza rispetto a un recente passato, cresce l’interesse per gli immobili di vecchia costruzione da ristrutturare, precedentemente non tenuti in considerazione per via dei tempi e costi incerti non facilmente addomesticabili, sebbene con maggiore attrattiva economica in acquisto – prosegue il presidente – Analizzando il dato che evidenzia un aumento nell’offerta di appartamenti in affitto a Milano città , riteniamo che il trend sia dovuto soprattutto da un rientro massiccio nel mercato della locazione tradizionale di prodotto proveniente dagli affitti brevi, penalizzato da maggiori costi fiscali e oneri burocratici rispetto al passato. In questo gioca una parte importante anche la recente crescita del numero dei contratti di locazione sottoscritti a canone concordato che offrono, in contrapposizione, agevolazioni fiscali e incentivi per i locatori e vantaggi economici per i conduttori. Il rientro dagli affitti brevi ha dato maggior qualità all’offerta, immettendo sul mercato immobili spesso già arredati e curati, penalizzando un’offerta tradizionale priva di un buon rapporto tra prezzo e qualità ”.
“Rispetto ai dati di questo secondo sentiment 2026 non si prevedono variazioni per i prossimi mesi e queste dinamiche andranno probabilmente a consolidarsi proseguendo nel percorso tracciato”, conclude Zanardi.


