Entra ufficialmente in vigore il 3 agosto 2026, il decreto legislativo n. 5/2026 che recepisce in Italia la Direttiva europea RED III (Direttiva UE 2023/2413). Il provvedimento ridefinisce il quadro nazionale degli obiettivi sulle fonti rinnovabili al 2030 e introduce vincoli più stringenti per il settore edilizio e impiantistico, ampliando l’obbligo di integrazione delle fonti di energia rinnovabile (FER) negli edifici.
Gli obiettivi della Direttiva RED III
La Direttiva RED III rappresenta un pilastro della strategia europea per la decarbonizzazione e fissa un innalzamento dei target minimi di energia prodotta da fonti pulite. Nello specifico, la norma stabilisce che la quota di FER sui consumi finali lordi debba raggiungere il 39,4% entro il 2030. Il comparto dell’edilizia assume un ruolo centrale in questo percorso, con un obiettivo nazionale indicativo di energia rinnovabile prodotta negli edifici, o nelle loro immediate vicinanze, pari ad almeno il 40,1% per la fine del decennio.
Le conseguenze per il settore delle costruzioni e l’immobiliare
L’entrata in vigore della normativa incide profondamente sulla progettazione e sulla gestione del patrimonio immobiliare, estendendo gli obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili a una platea di interventi molto più vasta rispetto al passato.
Le principali ricadute operative riguardano:
• Ampliamento dell’ambito applicativo: l’obbligo di integrazione delle FER non riguarda più soltanto le nuove costruzioni e le ristrutturazioni rilevanti, ma viene esteso alle ristrutturazioni di primo e secondo livello e ai rifacimenti degli impianti termici.
• Soglie minime di copertura: per gli edifici esistenti soggetti a ristrutturazione importante di primo livello, la copertura dei consumi tramite fonti rinnovabili deve raggiungere il 40%. Per le ristrutturazioni di secondo livello e per il semplice rinnovo dell’impianto termico, la percentuale minima è fissata al 15%.
• Vincoli autorizzativi: il rispetto di tali limiti diventa una condizione necessaria per l’attività edilizia. Il mancato adempimento degli obblighi di integrazione determina infatti il diniego del rilascio del titolo abilitativo.
• Impatto economico sui proprietari: gli interventi di riqualificazione non potranno più limitarsi al solo isolamento dell’involucro edilizio (come il cappotto termico), ma dovranno obbligatoriamente prevedere l’ammodernamento tecnologico e l’integrazione di sistemi rinnovabili. Questo comporta un incremento degli investimenti iniziali per i proprietari immobiliari.
La sfida della neutralità tecnologica
In un contesto di transizione energetica, il principio della neutralità tecnologica emerge come elemento fondamentale per garantire la sostenibilità economica dell’operazione e la fattibilità tecnica su un patrimonio edilizio esistente spesso complesso.
Giuseppe Lorubio, presidente di Assotermica, ha sottolineato come la riqualificazione degli edifici sia un’opportunità , ma richieda realismo: “Questa transizione, però, deve essere accompagnata da gradualità , neutralità tecnologica e strumenti che consentano a famiglie e imprese di affrontare investimenti spesso significativi. Solo così sarà possibile raggiungere gli obiettivi ambientali senza creare nuovi ostacoli economici e sociali”.
L’approccio basato sulla neutralità tecnologica suggerisce di non puntare esclusivamente sull’elettrificazione totale, che potrebbe generare fenomeni di congestione della rete elettrica in determinati scenari di carico, come già osservato in altri contesti europei. Risulta quindi strategico l’impiego di un mix diversificato di tecnologie, che comprenda:
• Pompe di calore, riconosciute come tecnologia chiave per il riscaldamento e il raffrescamento.
• Sistemi ibridi factory-made e soluzioni Hybrid Ready, che permettono una decarbonizzazione progressiva riducendo i costi iniziali.
• Biometano e gas rinnovabili, da utilizzare in caldaie ad alta efficienza predisposte.
• Impianti fotovoltaici e solari termici.
Il quadro normativo appena entrato in vigore sarà ulteriormente delineato da futuri decreti attuativi del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che dovranno definire i requisiti tecnici puntuali e l’evoluzione dei meccanismi di incentivo, come il Conto Termico 3.0, fondamentali per sostenere finanziariamente la filiera e i cittadini in questa trasformazione.



