Nel primo semestre del 2026, i prezzi delle abitazioni di nuova costruzione in Italia hanno registrato un incremento del 4,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Secondo il rapporto di Abitare Co. sulle otto principali città italiane, il prezzo medio nazionale si attesta a circa 4.200 euro al metro quadro. Anche il fronte delle compravendite ha mostrato una performance positiva nel primo trimestre (+8,6%), sebbene i dati preliminari del secondo trimestre indichino un indebolimento della dinamica degli scambi.
Bologna e Palermo guidano i rincari
Tra i centri analizzati, Bologna ha registrato la crescita maggiore sia nei valori (+8,4%, con una media di 4.700 euro al mq) sia nel volume delle transazioni, che nel primo trimestre sono aumentate dell’81,1%. Seguono Palermo, con un incremento dei prezzi del 7,7% (3.200 euro al mq), e Firenze, dove il rincaro è stato del 6,1% per un valore medio di 5.800 euro al mq.
Milano e Roma si confermano le città più care. Nel capoluogo lombardo i prezzi medi hanno raggiunto i 7.300 euro al mq, con punte superiori ai 15.000 euro nelle zone centrali, nonostante un rallentamento della crescita (+1,8%). A Roma i valori sono aumentati del 3,5%, attestandosi a una media di 6.600 euro al mq.
Dinamiche degli scambi e scenari futuri
Mentre la quasi totalità delle città ha segnato un aumento delle vendite nel primo trimestre, Napoli ha rappresentato l’unica eccezione con un calo del 51,7%. A livello nazionale, la decelerazione osservata a partire da aprile è attribuita a un quadro economico incerto e a una maggiore selettività della domanda, nonostante il miglioramento delle condizioni di accesso al credito.
Il vero ostacolo per il settore rimane la ridotta disponibilità di nuovi immobili. “Il vero tema del mercato residenziale italiano resta la scarsità di nuova offerta” ha dichiarato Giuseppe Crupi, ceo di Abitare Co.. Secondo Crupi, “nelle principali città metropolitane la domanda continua a essere superiore alla disponibilità di prodotto e questo contribuisce a sostenere sia i prezzi sia i tempi di assorbimento delle nuove iniziative”.
Il mercato si orienta sempre più verso prodotti che garantiscano efficienza energetica e qualità abitativa, rendendo il nuovo il principale riferimento per gli acquirenti rispetto all’usato. Per i prossimi mesi, le previsioni indicano un atteggiamento più prudente da parte degli investitori, condizionato dalle incertezze geopolitiche internazionali.



