S&P Global Rating: prezzi delle case in Europa +4% nel ’26 e oltre il 3% nel ’27

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La carenza di offerta limita il rallentamento dei prezzi nell’immobiliare europeo. Questa la visione di S&P Global Ratings, secondo cui i prezzi delle abitazioni in Europa aumenteranno in media di circa il 4% nel 2026 e di oltre il 3% nel 2027. La società ha rivisto le previsioni di breve termine per la maggior parte dei singoli mercati di più o meno 1 punto percentuale.

Lo scenario più favorevole sostiene il mercato, ma soltanto in modo incrementale. I mercati caratterizzati dalla crescita più elevata, vale a dire Spagna, Portogallo, Polonia e Irlanda, rimangono sostanzialmente vicini alla traiettoria dei prezzi prevista nello scenario di base. I mercati sensibili ai tassi e interessati da difficoltà demografiche e occupazionali, come Germania e Regno Unito, registrano invece gli aumenti più significativi.

Lo scenario più favorevole non modifica in misura sostanziale le prospettive strutturali di medio periodo, che continuano a essere dominate dai limiti dell’offerta, dalle tendenze nella formazione dei nuclei familiari e dalle pressioni sui costi di costruzione.

La carenza di offerta è destinata a persistere nonostante le iniziative politiche
Oltre ai fattori ciclici, come i tassi reali sui mutui e le condizioni del mercato del lavoro, le forze strutturali che influenzano i mercati immobiliari europei rimangono saldamente radicate.

Tra queste rientrano:

  • i cambiamenti nelle preferenze abitative e nella formazione dei nuclei familiari, che procedono più rapidamente della crescita della popolazione;
  • le persistenti strozzature dell’offerta, dovute a un settore delle costruzioni frammentato, gravato da oneri amministrativi, da mercati del lavoro tesi e da costi elevati dei materiali da costruzione;
  • la situazione patrimoniale generalmente solida delle famiglie, con una ricchezza netta vicina ai massimi storici, che sostiene la domanda in molti paesi.

Inoltre, lo shock dei prezzi energetici del 2022 ha lasciato un’impronta duratura sui costi dei materiali da costruzione, che rimangono elevati. Esiste il rischio che, qualora persista, lo shock energetico in corso possa trasmettersi al settore residenziale.

 

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