Vacanze 2026: sanzioni salate e procedimento penale per le recensioni false (anche con Ai)

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36 milioni di italiani partiranno per le vacanze estive per una durata media di 10 giorni (Coldiretti/Ixè) e per orientarsi meglio in un vero e proprio mare magnum di sistemazioni e soluzioni ricettive le recensioni inserite sulle piattaforme digitali assumo un ruolo sempre più determinante per la scelta finale non solo della destinazione, ma anche della scelta dell’alloggio, che sia hotel, resort o appartamento.

Tanto che secondo un’analisi del Centro studi del Ministero delle imprese e del Made in Italy le recensioni online influenzano ben l’82% delle prenotazioni.

“L’autore di una recensione online illecita può essere chiamato a rispondere in sede civile per il risarcimento dei danni – patrimoniali e non patrimoniali – e, ove ne ricorrano i presupposti, anche in sede penale, in particolare per diffamazione aggravata commessa mediante altri mezzi di pubblicità, nonché, se del caso, per sostituzione di persona o altre fattispecie di reato” ribadisce l’avv. Valeria Spagnoletti Zeuli dello studio legale internazionale RÖDL, che poi sottolinea “Per quanto riguarda committenti e intermediari che promuovono o diffondono recensioni ingannevoli, tali condotte rientrano nelle pratiche commerciali scorrette vietate dal Codice del Consumo: l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ai sensi dell’art. 27, può inibire la pratica, ordinare la rimozione o comunque l’eliminazione degli effetti e irrogare sanzioni amministrative pecuniarie fino a 10 milioni di euro, con ulteriori sanzioni e persino la sospensione dell’attività in caso di inottemperanza ai propri provvedimenti.”

Anche l’intelligenza artificiale, senza particolari sorprese, è entrata ormai a pieno titolo come protagonista della industry turistica. Il 33% degli italiani utilizza strumenti di Ai, come chatbot o assistenti digitali, per pianificare i propri viaggi, anche se le indicazioni fornite non sono ancora considerate completamente affidabili. Il 36%, infatti,    verifica poi autonomamente il prezzo fornito dal’Ai, mentre il 34% controlla le recensioni lasciate dagli utenti prima di procedere con la prenotazione (dati Trustpilot).

“Ma è proprio in questo quadro che i sistemi di intelligenza artificiale potrebbero creare un nuovo livello di ingannevolezza delle false recensioni attraverso la generazione delle stesse tramite tecnologie deepfake – mette in guardia l’avv. Nadia Martini, altra esperta in materia dello studio RÖDL, – Non a caso con il comunicato del 6 maggio 2025 il Garante per la protezione dei dati personali ha ribadito che i servizi basati su intelligenza artificiale in grado di generale contenuti sintetici a partire da immagini o voci reali possono determinare, oltre a fattispecie di reato, gravi violazioni dei diritti fondamentali e del GDPR. Peraltro, tali sistemi, ove leciti, richiederebbero l’adempimento agli obblighi di mappatura e formazione previsti dall’AI Act dal 2025 e di trasparenza in vigore dal 2 agosto 2026.”

Gli ultimi dati del Codacons indicano che in Italia 4 milioni di persone sono state oggetto di tentativi di raggiri, dalle case fantasma ai siti clonati da piattaforme di prenotazione. Le stime di settore indicano che dal 2022 i tentativi di truffe basate su sistemi di intelligenza artificiale siano aumentati del +3.000%.

“In questo contesto – chiarisce ancora l’avv. Martini – un ruolo centrale è ricoperto dalle piattaforme digitali, il cui regime di responsabilità si è progressivamente evoluto. Il modello delineato dal Digital Services Act (DSA), rafforzato dalla Legge n. 34/2026, fa sì che le piattaforme non possono più limitarsi a dichiararsi neutrali. Devono dimostrare di avere sistemi efficaci per intercettare e gestire le recensioni false.”

Le piattaforme sono, quindi, tenute a predisporre dei sistemi di segnalazione efficaci e idonei a garantire priorità ai segnalatori attendibili e ad adottare misure idonee a prevenire abusi, inclusa la gestione degli utenti recidivi, pena l’esposizione a rilevanti rischi sanzionatori. Inoltre, per le piattaforme di grandi dimensioni sono previsti obblighi rafforzati di valutazione e mitigazione dei rischi nonché di audit indipendenti annuali, con la possibilità per la Commissione Europea di irrogare sanzioni fino al 6% del fatturato mondiale annuo.

 

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