A giugno 2026 l’inflazione scende al +3,0% (dal +3,2% di maggio). Il lieve rallentamento riflette essenzialmente l’attenuarsi delle tensioni sui prezzi degli alimentari non lavorati, dei servizi relativi ai trasporti e di quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona (Dati Istat).
Un sostegno all’inflazione, d’altro canto, si deve alla moderata accelerazione dei prezzi degli energetici. Si riduce il tasso di variazione tendenziale dei prezzi del carrello della spesa (da +1,9% a +1,3%), così come l’inflazione di fondo (da +1,7% a +1,6%). L’inflazione acquisita a giugno, per il 2026, resta stabile a +2,6%.
Aumento medio del canone d’affitto di 29 euro al mese
L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi), al netto dei tabacchi, registra una variazione congiunturale nulla e una crescita tendenziale di +2,9% che, lato affitti, impatterà direttamente sui bilanci famigliari degli inquilini che hanno il rinnovo annuale dell’affitto, per i quali scatterà un ritocco del canone di locazione.
idealista ha calcolato che in media, si pagheranno circa 29 euro in più al mese (e 348 euro all’anno). Ma lo scenario varia a seconda della città in cui si abita.
Il report del portale si concentra sull’analisi della media dei canoni di locazione richiesti negli annunci di trilocali in affitto pubblicati su idealista. Il taglio immobiliare analizzato dallo studio è stato individuato in quanto risulta essere quello più richiesto dalle famiglie, la categoria su cui l’aumento dell’inflazione pesa maggiormente.
In Italia, l’affitto per una casa con tre locali, secondo quanto rilevato a giugno 2025, era di 980 euro al mese. Con l’adeguamento annuale calcolato con l’indice di inflazione Foi di giugno 2026, gli inquilini che dovranno fare i conti con il rinnovo del canone dovranno pagare circa 29 euro in più al mese (e mediamente 348 euro all’anno).
A seconda della città analizzate lo scenario può variare, anche in maniera considerevole, ma comunque entro una forbice che passa dagli aumenti di 57 euro mensili di Milano (684 circa all’anno) ai 10 euro di Isernia (120 all’anno). Una situazione tutto sommato preventivabile, se si considera che il capoluogo lombardo, ormai da tempo, rappresenta anche la città con la media degli affitti più cara d’Italia.
Aumentano di circa 42 euro (circa 504 totali all’anno) gli affitti per gli inquilini che hanno il rinnovo annuale del canone di locazione a Firenze e di circa 41 euro mensili (492 euro annui) a Bolzano, Roma e Venezia. Rialzi nell’ordine dei 38 euro al mese (456 euro all’anno), invece, per i canoni a Como.
Mentre si registrano ritocchi mensili di circa 35 euro (circa 420 totali all’anno) a Bologna e Monza. Ritocchi da 32 euro al mese (384 all’anno), mediamente, a Cagliari, Napoli, Padova e Salerno. Più in generale, gli impatti minori sugli aumenti dei canoni d’affitto (non oltre i 13 euro mensili) si rilevano ad Asti, Carbonia, Caltanissetta, Nuoro, Vibo Valentia, Lanusei, Isernia.


