Nel 2025 l’Italia ha raggiunto il record di 160 milioni di arrivi, segnando un incremento del 15% rispetto all’anno precedente. Secondo i dati dell’ultimo Hospitality Snapshot curato da Patrigest (gruppo Gabetti), il settore evidenzia una netta polarizzazione verso l’alto di gamma e ha attratto, nel solo primo semestre del 2026, 1,2 miliardi di euro di investimenti.
L’impatto economico e la domanda internazionale Il turismo ha contribuito all’economia nazionale nel 2025 per circa 240 miliardi di euro di Pil, incidendo per il 13,2% sull’occupazione totale. Per il terzo anno consecutivo, i visitatori stranieri hanno superato quelli domestici, rappresentando il 55% degli arrivi complessivi. Le grandi città rimangono la meta preferita dai turisti internazionali, mentre gli italiani continuano a prediligere le località marittime.
Il mercato alberghiero: cresce il lusso, soffre la fascia bassa Il comparto immobiliare ricettivo mostra una trasformazione strutturale verso l’offerta di alta qualità . Gli hotel a 5 stelle hanno registrato un incremento del 46% rispetto al 2019, mentre le strutture a 1 e 2 stelle sono calate rispettivamente del 10% e del 9%. La tendenza è confermata dalle previsioni per il periodo 2026-2029: delle 269 nuove aperture programmate, il 39% riguarderà il segmento luxury. Roma e Milano si confermano i mercati più dinamici, ospitando rispettivamente il 14% e il 13% dei nuovi progetti.
Investimenti e redditività Nel primo semestre del 2026, l’hospitality ha rappresentato il 16% dei 7,3 miliardi di euro totali investiti nel real estate italiano. L’85% dei volumi destinati al settore ha riguardato asset di categoria luxury e upper scale. Oltre ai poli di Milano e Roma, emergono flussi di capitale verso il lago di Como, la Sicilia e le Dolomiti.
Parallelamente, il comparto extra-alberghiero prosegue la sua espansione, trainato dagli alloggi in affitto che sono cresciuti del 33% dal 2019 e rappresentano oggi l’89% delle strutture extra-alberghiere. Sotto il profilo della redditività per gli affitti brevi, Venezia e Firenze si posizionano ai vertici grazie a tariffe elevate e alti tassi di occupazione.



