Il Giardino delle Mura Orientali a Sant’Angelo Lodigiano, su progetto dell’architetto Luca Bucci dello studio FaseModus e l’architetto Marco Boselli, è nato per restituire alla città uno spazio, chiuso da anni, situato tra le antiche Mura Spagnole e Palazzo Delmati, già oggetto di un importante recupero e oggi municipio, e la Biblioteca.
L’intervento non aggiunge nuovi edifici, ma crea un luogo che si connette con gli spazi pubblici: la Sala Consiliare, la Sala Girona, ricavata nel torrione, e la Biblioteca, le cui vetrate si affacciano su una sequenza di terrazze e un percorso che raccorda idealmente via Fratelli Cairoli alla sommità delle mura. Il dislivello è risolto con delle gradinate che invitano a sedersi, osservare, leggere.
Il progetto sana il danno causato dal passare del tempo e dall’abbandono, trasformando il giardino in un grande punto di osservazione: ogni piattaforma offre una vista sul Castello, sulla Torre, sulla forma irregolare delle mura e sugli alti platani secolari che superano il parapetto e si riflettono nelle nuove lastre di acciaio corten, specchianti come acqua ferma. I materiali usati: legno, acciaio, pietra locale e graniglia dichiarano la volontà di “invecchiare” con eleganza, lasciando che pioggia e luce modifichino le superfici senza rovinarle. Il verde non è solo decorazione, ma racconta storie; tutto è pensato per essere toccato, annusato, ascoltato.
Il percorso si snoda come una partitura: si entra dalla piazza, si gira attorno alla base del bastione, si sale verso la parte alta, ci si ferma e si scende di nuovo. Il giardino si trasforma in un teatro e il dietro le quinte insieme e accoglie la festa del paese, le letture della Biblioteca, i giochi dei bambini e le passeggiate degli anziani, ma offre anche zone tranquille dove sedersi.
“Recuperare gli spazi della memoria e di articolazione funzionale – spiegano i progettisti – avviene attraverso l’utilizzo di materiali e soluzioni tecnologiche improntate a salubrità, sostenibilità ecologica, riciclabilità, minimo impatto ambientale e costituiscono una ulteriore chiave di lettura dell’intervento di rigenerazione urbana”.

