L’aumento del traffico aereo, trainato dai voli a basso costo, sta alimentando una crisi abitativa in Europa con incrementi diretti sui canoni di locazione. Una ricerca condotta da New Economics Foundation per il gruppo T&E indica che gli affitti annui medi in Italia, Grecia, Irlanda, Spagna e Portogallo potrebbero aumentare fino a 250 euro tra il 2026 e il 2031 come effetto dell’espansione del turismo aereo. In Italia, la previsione oscilla tra i 130 e i 220 euro di rincaro annuo, colpendo in particolare le famiglie con redditi contenuti.
Lo spostamento dei capitali verso il settore immobiliare
L’analisi economica mostra che l’incremento dei prezzi degli immobili altera la distribuzione degli investimenti, favorendo l’accumulo di beni immobiliari a discapito di settori produttivi e innovativi. In Italia, si stima che questo fenomeno possa causare una perdita di 1,1 miliardi di euro in investimenti annuali nell’economia generale.
Alex Chapman, responsabile della politica economica di New Economics Foundation, ha dichiarato: “Questi effetti sono dannosi anche per l’economia in generale. La nostra analisi mostra che gli investimenti nelle imprese non legate al turismo diminuiscono, poiché gli investitori optano invece per l’accumulo di beni immobili. Ciò lascia i lavoratori intrappolati dai costi abitativi, incapaci di cambiare lavoro per trovare un’occupazione migliore o di investire nelle proprie competenze”.
Crescita del traffico e impatto sulle comunità locali
Mentre il settore dell’aviazione riveste un ruolo strategico per la connettività europea, cresce la pressione per mitigarne gli effetti negativi sulla qualità della vita dei residenti. Nel 2023, il numero di voli negli aeroporti dell’area UE27+Efta ha raggiunto quota 8,35 milioni, con proiezioni che indicano una crescita fino a 13,8 milioni di voli entro il 2050 nello scenario di traffico più elevato. I jet a corridoio singolo, tipicamente utilizzati dai vettori low cost, sono responsabili del 71% dell’energia acustica totale generata durante le fasi di decollo e atterraggio.
Denise Auclair, responsabile della campagna “travel smart” di T&E, ha sottolineato la necessità di un cambio di rotta: “Questo studio dimostra che non possiamo separare le proteste contro il turismo dall’ondata di voli che lo sostiene. Cercare di gestire il sovraffollamento turistico espandendo contemporaneamente gli aeroporti di Dublino, Barcellona o Lisbona è una battaglia persa”. Secondo Auclair, per garantire alloggi a prezzi accessibili, i governi dovrebbero “porre immediatamente un freno all’espansione degli aeroporti e riconsiderare le strategie relative al turismo e alla connettività dei trasporti”.
Il paradosso dei salari nel settore turistico
Nonostante l’incremento dei flussi, i lavoratori del comparto non beneficiano della crescita economica del settore. Paesi come Italia, Spagna e Francia registrano risultati negativi per quanto riguarda i salari reali nel turismo, con retribuzioni in calo a fronte di un costo della vita in aumento. Chapman ha aggiunto:”Sono stati creati posti di lavoro, ma i bassi salari offerti rappresentano una misera compensazione per l’aumento dei costi abitativi, le infrastrutture sovraccariche e l’inquinamento crescente”.


