A Monte San Pietrangeli, nelle Marche, è stato inaugurato il nuovo stabilimento di Mancini Pastificio Agricolo. L’intervento, curato dallo studio Stefano Boeri Architetti, non è una semplice espansione produttiva, ma un’opera che fonde architettura e agricoltura in un dialogo simbiotico con le colline circostanti.
Il progetto abbandona la linearità originaria per un principio insediativo circolare che abbraccia lo spazio centrale e asseconda la pendenza naturale del terreno, riducendo l’impatto visivo. “Volevamo realizzare un’architettura capace di apparire come una non novità, nata dalle stesse regole che modellano questa terra», ha dichiarato l’architetto Stefano Boeri. L’identità del pastificio, dove l’intera filiera — dalla coltivazione del grano alla produzione della pasta — avviene interamente in loco seguendo i ritmi della natura, viene così preservata e valorizzata.
L’estetica è definita da una meticolosa ricerca materica. Le nuove volumetrie sono rivestite con pannelli prefabbricati in cemento rosso, arricchiti da pigmenti che richiamano il colore della terra e da una texture ondulata che gioca con la luce. Un totem verticale identifica il nuovo ingresso, mentre un sistema di frangisole in legno uniforma l’edificio esistente al nuovo corpo. A completare l’opera, filari di ciliegi, arbusti e pergole coperte dal verde reinterpretano la tradizione agricola locale, integrando l’edificio nel mutare delle stagioni.
Massimo Mancini, agronomo e fondatore, sottolinea come il progetto sia riuscito a coniugare l’esistente con forme rispettose della terra, rafforzando il legame indissolubile tra impresa e territorio marchigiano.


