La più importante raccolta italiana di manifesti trova una nuova casa

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Il prossimo 12 giugno con l’inaugurazione degli spazi della Chiesa di Santa Margherita, il Museo Nazionale Collezione Salce a Treviso trova finalmente la sua veste definitiva per accogliere e presentare quella che è la più importante raccolta italiana di affiches, formata oggi da quasi 50 mila pezzi. In condizioni di assoluta sicurezza ambientale, vengono qui conservati i manifesti raccolti e donati allo Stato da Nando Salce o provenienti da successive acquisizioni.

È l’ultima tappa di un percorso per trovare una sede adeguata alla collezione, iniziato negli anni Cinquanta e che si conclude solo nel 2011, quando il Ministero per i Beni Culturali decide di riservale due edifici di proprietà demaniale, all’epoca in stato di abbandono: la Chiesa medievale di Santa Margherita, al di là del fiume Sile, e il centralissimo edificio attiguo alla Chiesa di San Gaetano, in via Carlo Alberto. Destinando il primo dei due spazi a sede fisica della raccolta, ai laboratori di restauro ma anche a sede espositiva, vocazione quest’ultima che ha da subito improntato la seconda delle sedi.

Il recupero dei due edifici (compresa la Chiesa di San Gaetano), il loro adeguamento alla nuova funzione, la creazione del caveau tecnologico dove sono conservati i 50 mila manifesti, l’allestimento, la sistemazione degli spazi esterni hanno richiesto un investimento complessivo vicino ai 7 milioni di euro, finanziato dal Mibact, con un contributo della Regione Veneto. I lavori sono stati progettati e diretti dai tecnici della Direzione Regionale Musei Veneto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.

La prima ad essere aperta al pubblico è stata la sede del San Gaetano, inaugurata nel maggio 2017: questa sezione del Museo Salce si articola su quattro piani che ospitano spazi di servizio, accoglienza, bookshop, infopoint, e superfici espositive appositamente ideate per i materiali grafici. Qui l’offerta museale non ha configurazione permanente: per scelta scientifica e per ragioni conservative, i materiali della collezione sono esposti a rotazione nell’ambito di mostre temporanee a carattere monografico o tematico.

La seconda sede, quella accolta dall’antica Chiesa di Santa Margherita occupa i grandi spazi del tempio duecentesco: la navata è lunga 42 metri e larga internamente oltre 14 metri; l’altezza della navata è quasi uguale alla sua larghezza. Il museo utilizza ampiamente le nuove tecnologie, sia per far entrare il visitatore nel tema della creazione dei manifesti, sia per illustrarli anche ai non vedenti, sia per rendere facile agli studiosi esaminare ogni singolo manifesto della collezione, grazie a un sistema computerizzato che “consegna” l’opera per essere esaminata prelevandola da archivi blindati, dove i materiali sono conservati al buio e in ambiente climaticamente controllato.

 
di Danilo Premoli – Office Observer
 

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