Il programma G124 di Renzo Piano riqualifica l’area del Cimitero delle Fontanelle a Napoli

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L’intervento di riqualificazione dell’ingresso al Cimitero delle Fontanelle e delle aree limitrofe nel Rione Sanità a Napoli si inserisce nella cornice teorica-operativa del programma G124, promosso e guidato da Renzo Piano, e trasforma la prassi della riqualificazione in un esercizio di ricerca applicata, mediato dal coordinamento scientifico del Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II.

Il progetto si configura come un’operazione di chirurgia urbana, dove l’architettura assume il ruolo di catalizzatore sociale e morfologico in uno dei contesti più densi e stratificati della città. L’obiettivo primario, al di là della semplice “manutenzione estetica”, definisce un’identità spaziale collettiva in aree marginali, attraverso la responsabilità diretta di una nuova generazione di progettisti supportati dalle istituzioni accademiche.

Il fulcro della strategia applicata risiede nella decostruzione delle barriere fisiche e psicologiche che precedentemente limitavano la fruizione dello spazio pubblico attorno alla Chiesa di Maria Santissima del Carmine. Attraverso la rimozione della sosta veicolare indiscriminata sul vecchio sagrato, l’area viene riconvertita in una piazza urbana che funge da nuovo nucleo di aggregazione. Questa transizione da “non-luogo” a spazio sociale è potenziata dall’apertura del corridoio laterale alla chiesa, un’area precedentemente privata e inaccessibile che, grazie a una concessione d’uso pubblico, viene restituita alla cittadinanza, abbattendo simbolicamente e materialmente i confini tra proprietà privata e bene comune.

Inoltre, l’arretramento del cancello e l’integrazione di una rampa non rispondono solo a requisiti funzionali di accessibilità, ma istituiscono un nuovo ritmo spaziale che prepara il visitatore all’esperienza del monumento. Il progetto si estende ulteriormente lungo via Fontanelle attraverso una rete di “innesti” capaci di rafforzare il senso di appartenenza e di attivare nuove forme di uso collettivo dello spazio stradale.

L’intervento G124 Napoli dimostra come l’architettura possa farsi carico della complessità sociale, utilizzando il progetto come leva per una trasformazione che è al contempo spaziale, culturale e politica, restituendo centralità a contesti periferici attraverso la qualità della forma e la solidità dei processi relazionali. Il coordinamento scientifico è dei docenti Nicola Flora e Daniela Buonanno che hanno selezionato i borsisti e coordinato l’intero processo progettuale dal 2021 ad oggi; autori del progetto sono i giovani architetti Marino Amodio, Giuseppe De Pascale, Orazio Nicodemo e Davide Savoia, che hanno sviluppato integralmente la proposta (foto Alessandro Lana).

di Danilo Premoli – Office Observer
Archivio Architettura
 

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