giovedì, Giugno 11, 2026

TEHA: spinta alle rinnovabili può generare fino a 42 mld di euro di Pil per il paese

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Negli ultimi 15 anni, la capacità rinnovabile installata in Italia è cresciuta da 30,3 GW a 81,7 GW, mentre la dipendenza energetica è scesa dal 83% al 74%. Inoltre, tra il 2023 e il 2025, le ore con prezzi dell’energia inferiori a 30 euro/MWh sono più che triplicate nel mercato elettrico all’ingrosso.

Questi sono i primi dati dello studio “Rinnovabili, competitività, scenari e priorità per l’Italia”, presentato dal gruppo di lavoro Energia della camera di commercio spagnola, con il supporto dell’Ambasciata di Spagna in Italia e di Confindustria, in collaborazione con TEHA Group.

Secondo lo studio, il contesto europeo delle rinnovabili sta cambiando paradigma, perché la transizione energetica non viene più vista solo come una politica climatica, piuttosto come uno strumento essenziale di competitività, in un contesto in cui il divario economico tra UE e Stati Uniti si sta ampliando.

Secondo le analisi di TEHA, le fonti energetiche rinnovabili sono la risposta concreta al cosiddetto trilemma energetico, perché contribuiscono ad assicurare gli approvvigionamenti, l’accessibilità economica dell’energia e la decarbonizzazione.

Secondo lo studio, tuttavia, il ritmo di sviluppo delle rinnovabili, sebbene stia accelerando, non è ancora sufficiente per raggiungere gli obiettivi del Pniec, il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima. Dopo essere passata da una media di 1,7 GW di nuove installazioni nel periodo 2019-2022 a 7,2 GW nel 2025, l’Italia potrebbe arrivare a 101,9 GW di capacità installata nel 2030: ancora 29 GW al di sotto del target nazionale di 131 GW.

Rilevanti le conseguenze di questo ritardo, perché il raggiungimento degli obiettivi del Pniec consentirebbe di attivare circa 42 miliardi di euro di Pil. A ciò si aggiungerebbero benefici annuali stimati in circa 17 miliardi di euro, che potrebbero arrivare fino a 25 miliardi se lo scenario dovesse rimanere quello di una forte volatilità energetica.

Sul piano ambientale, il raggiungimento del target permetterebbe di evitare 18 milioni di tonnellate di CO2, pari al 26% delle emissioni generate dal settore elettrico in Italia nel 2024.

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