Prologis mette in mostra per il pubblico la street art dei propri parchi logistici

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Prologis avvia un ciclo di visite guidate gratuite all’interno dei propri siti logistici in Italia durante il mese di maggio 2026. L’iniziativa rientra nella filosofia PARKlife, un progetto che mira a trasformare gli immobili destinati allo stoccaggio e alla movimentazione delle merci in ambienti aperti alle comunità locali, capaci di integrare efficienza operativa, aree verdi e servizi per la socialità.

L’avvio delle visite a Romentino

L’apertura dei parchi logistici inizia a Romentino nel fine settimana del 16 e 17 maggio. Il Prologis Park Romentino propone una galleria di oltre 800 metri quadrati firmata da urban artist come Peeta e Dado, i cui interventi si basano su geometrie e profondità prospettiche integrate all’architettura industriale.

Il Museo di Urban Art a Bologna

Il secondo evento del calendario si svolgerà sabato 23 e domenica 24 maggio presso il Prologis Park Interporto Bologna. Questo parco logistico ospita il Museo di Urban Art, un itinerario espositivo a cielo aperto che raccoglie i lavori di numerosi autori internazionali, tra cui Moneyless, Zed1 ed Etnik. Le opere trasformano i container e le facciate degli edifici in un museo diffuso, finalizzato a rendere la logistica un settore accessibile e comprensibile per i residenti.

Secondo Margaryta Hnatenko, Real Estate & Customer Experience Manager di Prologis Italia, “Bologna è un esempio particolarmente forte di questa visione: qui l’arte urbana ha trasformato un grande spazio logistico in un museo diffuso, capace di parlare non solo a chi lavora nel parco, ma anche alla comunità e al territorio”.

L’intervento nel polo di Lodi

L’appuntamento finale della serie è programmato presso il Prologis Park Lodi per sabato 30 e domenica 31 maggio. Il sito ospita un percorso di urban art che si estende su oltre 5.500 metri quadrati, con opere di artisti quali Luca Font, Hitnes e Joys che analizzano il rapporto tra uomo e natura. In questo contesto, le superfici verticali degli edifici industriali diventano strumenti di narrazione per collegare l’infrastruttura al territorio.

Hnatenko ha dichiarato che “Lodi rappresenta un esempio molto significativo di questa visione: qui l’arte urbana non è un elemento decorativo, ma uno strumento per dare identità agli spazi, creare connessioni con il territorio e rendere più piacevole l’ambiente in cui ogni giorno lavorano tante persone”.

L’obiettivo dichiarato della società è “contribuire a cambiare lo sguardo sulla logistica, mostrando che anche un parco logistico può diventare un luogo capace di generare bellezza, benessere e valore condiviso”. La partecipazione a tutte le tappe del ciclo è gratuita, previa prenotazione obbligatoria.

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