L’Italia dei nuclei familiari unipersonali mette all’angolo le grandi case

Data:

L’Italia è sempre più anziana e i nuclei familiari sono sempre meno numerosi. Questo, in estrema sintesi, il quadro della situazione demografica nazionale. Non è una novità, se ne parla da tempo immemore e il tema probabilmente non fa più nemmeno notizia. A ben pensarci però questo è uno di quegli argomenti su cui si dovrebbe ragionare, quantomeno per cercare una soluzione, anche perché una simile tendenza, così netta nel tempo, non può non portare con sé una serie di conseguenze impattanti sul piano sociale, economico, ambientale.

Cambia l’Italia, mutano le abitudini, si diversificano le esigenze. Famiglie meno numerose, spesso composte da un solo individuo (l’elaborazione dei dati Istat realizzata tramite sistema demografico DemoSi-Cresme evidenzia come nel 2024 il numero medio di componenti per nucleo familiare fosse di 2,21, cifra che scenderà a 1,99 nel 2054), e le ragioni sono per lo più strutturali. Sempre più anziani rimasti soli, crescita di separazioni e divorzi, aumento del numero di persone che scelgono scientemente di vivere sole posticipando nel tempo o escludendo del tutto l’eventualità di costruire un nucleo familiare.

Secondo le previsioni Cresme la crescita delle famiglie raggiungerà infatti il suo apice nel 2034, salendo a quota 27,5 milioni, per poi cominciare un’inversione di tendenza che delineerà l’inizio del passaggio di tale congiuntura da espansione a stagnazione fino a vera e propria contrazione (139 famiglie in meno fra il 2045 e il 2054 rispetto al +85 del decennio 2025-2034).

Nuclei familiari frammentati significa anche trasformazione della domanda abitativa e aumento della richiesta di abitazioni piccole, che meglio rispondano alle nuove esigenze, con il concreto rischio di abbandonare a se stesso un intero patrimonio di case pensate e progettate negli anni ’80-90 con tutt’altra prospettiva.

Ma significa anche polarizzazione territoriale: preferenza per zone ben collegate con i servizi di prima necessità, concentrazione nelle aree più attrattive e dinamiche a garanzia di maggiore stabilità occupazionale e migliore qualità di vita, che si traduce nell’adiacenza ai grandi centri urbani dotati di mezzi pubblici efficienti e infrastrutture che possano supportare la popolazione. La contrazione delle famiglie sarà pertanto più rapida e intensa nei territori più fragili dal punto di vista demografico ed economico. Il numero sempre crescente di anziani autosufficienti deve trovare risposta in progetti concreti di “Senior Living” con un sistema di alloggi indipendenti organizzati ad hoc con funzioni private e collettive in grado di coniugare le esigenze di indipendenza della persona con quelle di socialità e di prima assistenza.

“Il calo demografico in Italia non va letto come un semplice fattore negativo, ma come un cambiamento strutturale che sta già ridisegnando il mercato immobiliare – dichiara Veronica D’Agosta, dirigente FIMAA MiLoMB e rappresentante del Gruppo Giovani dell’Associazione – Meno famiglie tradizionali e più nuclei piccoli, spesso composti da single o anziani, stanno spostando la domanda verso abitazioni più compatte e servizi integrati. Non a caso i grandi investitori si stanno orientando con decisione su senior housing, student housing e formule di locazione evoluta, considerate più stabili e coerenti con la nuova struttura sociale. Quello che emerge è una polarizzazione sempre più evidente: le grandi città e le zone ben servite continueranno ad attrarre domanda e capitali, mentre molti centri minori e immobili obsoleti rischiano una progressiva perdita di valore”.

Prendendo la città di Milano come esempio, i residenti registrati all’anagrafe nel 2025 sono lo 0,6% in meno rispetto al 2024. Nonostante in generale le grandi città mantengano ancora un certo appeal, soprattutto per i giovani in quanto incubatori di progetti e opportunità, l’impennata dei costi e il caro affitti pesa non poco, e il rischio che Milano diventi una città di “passaggio” e non un posto in cui restare, proprio per quei giovani per i quali la città non è sostenibile, è concreto. Anche i numeri parlano chiaro in questo senso: le fasce più numerose di residenti sono infatti quelle comprese fra i 45 e i 64 anni di età, con un 22% di Over65.

“In generale, Milano fatica sempre più a soddisfare la domanda abitativa, sia in termini di metratura che di tipologia d’immobile – afferma Roberto Cannone, rappresentante del Gruppo Giovani FIMAA MiLoMB con delega alla digitalizzazione – Se da un lato mancano piccoli appartamenti funzionali per i nuovi nuclei familiari (reperibili quasi solo nelle nuove costruzioni), dall’altro scarseggiano soluzioni moderne a prezzi accessibili. Questa dinamica sta polarizzando il mercato: cresce l’interesse per le nuove realizzazioni in centro, mentre cala l’attrattiva per le ampie dimore del dopoguerra nelle zone semicentrali”.

“In questo scenario – aggiunge ancora D’Agosta – anche l’immigrazione avrà un ruolo, soprattutto nel riattivare parte delle periferie e delle aree più accessibili, ma non sarà sufficiente a compensare il calo complessivo della popolazione. Più che un problema di “quante case”, siamo di fronte a un tema di “quali case”: il mercato premia sempre più gli immobili capaci di adattarsi a nuovi bisogni abitativi, mentre tutto il resto rischia di diventare marginale”.

di Sofia Gennaro – segreteria FIMAA MiLoMB

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui
Captcha verification failed!
Punteggio utente captcha non riuscito. Ci contatti per favore!

Ultimi articoli

Related articles

Responsabilità ambientale: meno di un’impresa su cento è coperta

Le polizze di responsabilità ambientale crescono, ma restano ancora un presidio raro nel sistema produttivo italiano. Secondo l'Osservatorio...

Mvn inaugura il nuovo polo logistico di Ferentino

L’8 giugno è stato ufficialmente inaugurato a Ferentino, in provincia di Frosinone, un nuovo polo logistico strategico per...

Generali Re acquisisce il Novotel Tower Bridge di Londra per potenziare il portafoglio hospitality europeo

Generali Real Estate Sgr ha completato l’acquisizione del Novotel Tower Bridge London, segnando il debutto ufficiale della società...

Borgosesia deposita liste rinnovo Cda in vista dell’assemblea del 29 giugno

Borgosesia, in vista dell'assemblea degli azionisti convocata per il giorno 29 giugno 2026 per deliberare, tra l'altro, in...