L’hospitality trasforma i parchi divertimento in destinazioni turistiche

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Si chiamano theme park vacation, destination resort oppure park and experience, e sono soluzioni che includono hotel, resort, ristoranti, negozi e pacchetti soggiorno collegati ai parchi divertimento. 

Queste formule sono cresciute e si sono diffuse in modo importante negli ultimi anni, fino a trasformare la visita al parco in qualcosa di più ampio rispetto alla classica gita di un giorno.

Il parco divertimenti, infatti, è sempre più spesso una vera destinazione turistica, dove l’hospitality è parte integrante dell’esperienza grazie a hotel tematizzati, ristoranti a tema, shopping, eventi serali e pacchetti di più giorni dedicati soprattutto alle famiglie.

In questo modo il parco può aumentare il numero di visite, gli operatori possono accrescere la permanenza media degli ospiti, la dipendenza dalla singola giornata di ingresso diventa meno centrale e l’intero complesso assume la forma di una destinazione autonoma.

Una logica turistica più ampia

Secondo il TEA Global Experience Index, elaborato dalla Themed Entertainment Association, nel 2024 le attrazioni hanno registrato un ritorno a una crescita stabile, con flussi di viaggio e turismo ormai più consolidati. Il numero di visitatori dei principali parchi a tema a livello globale è cresciuto del 2,4 per cento nel 2024, fino a raggiungere quasi 246 milioni di visitatori.

Le affluenze sono state stabili nei parchi leader di mercati maturi come Stati Uniti, Giappone ed Europa occidentale, mentre i principali parchi a marchio internazionale in Cina hanno registrato annate da record. Questo dato conferma come il parco divertimenti sia ormai inserito in una logica turistica più ampia, dove l’esperienza è composta da attrazioni, soggiorno, ristorazione, intrattenimento e servizi.

L’esempio più considerevole a livello globale è Disney, che è anche il pioniere della trasformazione del parco in una destinazione turistica completa. Il segmento Experiences di Disney include parchi, resort, crociere e consumer products, e secondo la fonte ufficiale nel 2025 ha generato 10 miliardi di dollari di utile operativo. In questo modello l’hospitality è una parte strutturale dell’economia del gruppo, perché il soggiorno negli hotel, i servizi, la ristorazione e le esperienze collegate contribuiscono a rendere il parco una vacanza vera e propria.

Il modello più maturo è quindi quello di Disney, che in Europa trova una delle sue espressioni più note a Disneyland Paris, con due parchi, sette hotel Disney tematizzati e Disney Village. A questo si aggiunge Europa Park Resort a Rust in Germania, uno degli esempi europei più completi, con hotel tematizzati sui diversi stati europei, wellness, ristoranti e shuttle interno, capace di superare i 7 milioni di visitatori.

Un altro caso significativo è il PortAventura World in Tarragona in Spagna, con i suoi parchi e gli hotel tematizzati.

In Italia un mercato in movimento

In Italia il mercato dei parchi è più frammentato e più legato a una tradizione locale rispetto ad altri Paesi, mentre la logica del resort è ancora meno sviluppata rispetto ai grandi esempi internazionali. Tuttavia il settore è in crescita e sta iniziando a seguire una direzione più vicina al modello della vacanza esperienziale.

Secondo i dati Siae, i parchi divertimento italiani hanno superato nel 2024 i 21,1 milioni di ingressi, con una crescita del 7,4 per cento e un fatturato della biglietteria pari a 306,64 milioni di euro. La crescita del numero di visitatori è stata più forte rispetto alla crescita dell’incasso medio, che ha segnato un aumento più contenuto rispetto al 2023.

Questo dato racconta un mercato vivace, capace di attrarre sempre più pubblico, ma anche un settore che può trovare nell’hospitality e nei pacchetti soggiorno una leva importante per aumentare il valore complessivo dell’esperienza.

Il caso italiano più importante è Gardaland, che rappresenta il modello più vicino alla logica internazionale del destination resort. Gardaland è un sistema composto da parco divertimenti, tre hotel tematizzati, Sea Life Aquarium e Legoland Water Park. 

I parchi sono decisamente forniti di soluzioni hospitality, come il Gardaland Hotel con le sue 247 camere, di cui 36 a tema, il Gardaland Adventure Hotel con 100 camere tematizzate in ambientazioni come Arctic, Arabian, Jungle e Wild West e il Gardaland Magic Hotel con 128 camere tematizzate in tre mondi magici.

Tra castelli magici, regni dei ghiacci e foreste incantate, il soggiorno in hotel è parte dell’esperienza del parco. La vacanza inizia prima dell’ingresso alle attrazioni e continua anche dopo la chiusura dei cancelli, attraverso ambientazioni, servizi, ristorazione, animazione e pacchetti che uniscono la notte in hotel al biglietto del parco. Questo permette a Gardaland di proporsi come destinazione per più giorni e di rafforzare il legame con il turismo familiare, nazionale e soprattutto internazionale, spesso diretto a visitare il lago di Garda.

Parco + hotel: un modello ormai onnipresente

In Italia ci sono comunque altri esempi di theme park vacation, anche se nessuno ha ancora una struttura paragonabile per forza e completezza a quella di Gardaland. Il modello che sta diventando sempre più importante è quello dei pacchetti parco più hotel, proposti direttamente dai parchi oppure da agenzie e tour operator. Queste formule permettono agli ospiti di soggiornare in hotel convenzionati e di accedere ai parchi divertimento attraverso soluzioni integrate, spesso pensate per famiglie e soggiorni brevi.

Mirabilandia ha una sezione dedicata ai pacchetti parco più hotel e hotel affiliati. Anche Leolandia propone formule di soggiorno collegate alla visita al parco, con un posizionamento molto orientato alle famiglie con bambini. Cinecittà World, Roma World e Aqua World presentano anch’essi pacchetti che uniscono due giorni nei parchi e una notte in hotel, così da costruire una proposta che amplia l’esperienza oltre la singola giornata.

Lo stesso avviene per MagicLand, che comunica pacchetti con due parchi più hotel e promozioni dedicate anche ai bambini piccoli. Un’altra realtà è CanevaWorld, con Movieland e Caneva Aquapark sul Lago di Garda, dove la proposta parco più hotel si inserisce in un contesto turistico già molto forte e adatto a soggiorni di più giorni. Anche Caribe Bay a Jesolo lavora su formule che uniscono parco, hotel o camping village e ingressi inclusi, mentre Etnaland propone soluzioni parco più hotel che guardano alla diffusione del modello anche nel sud Italia.

Il fatto che molti dei principali parchi divertimento italiani propongano già soluzioni di questo tipo mostra una direzione precisa, quella dove il futuro del settore guarda sempre di più alla vacanza completa, dove il biglietto d’ingresso è solo una parte dell’esperienza. Il parco diventa quindi un luogo da abitare per qualche giorno.

Questo modello è già maturo nel mondo, con Disney come riferimento principale, insieme a Universal, Europa Park e PortAventura. In Italia Gardaland è il caso più robusto e strutturato, mentre altri parchi stanno sviluppando formule parco più hotel per allungare la permanenza, aumentare la spesa media e intercettare il turismo familiare.

L’hospitality legata ai parchi divertimento è quindi un mercato reale, in crescita e sempre più strategico. La sua forza è nella capacità di trasformare il divertimento in soggiorno, la visita in viaggio e il parco in una destinazione turistica completa. Per l’Italia si tratta probabilmente di un’opportunità, perché il paese ha già una forte vocazione turistica e può usare i parchi come porte d’ingresso verso esperienze più ricche, più lunghe e più integrate con il territorio.

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