L’arte recupera l’Isola di San Giacomo della Laguna di Venezia

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Nel cuore della Laguna Nord di Venezia, tra Murano e Burano, c’è un’isola dalla forma quasi quadrata che per secoli ha rappresentato un luogo di passaggio, accoglienza, spiritualità (e difesa). San Giacomo è un frammento di storia lagunare che attraversa quasi mille anni di vicende umane e architettoniche ed è oggi protagonista di una rinascita che rinnova un’identità con radici ben salde nel passato.

L’isola diventa oggi uno spazio di incontri per artisti, studiosi, ricercatori, amanti dell’arte, veneziani e turisti. Nel contesto delle isole della Laguna, San Giacomo si distingue come un caso virtuoso di recupero ambientale, artistico e culturale: è un’isola aperta, l’accesso è gratuito e tutti i percorsi e gli ambienti sono stati progettati per essere accessibili anche alle persone con disabilità.

San Giacomo è la nuova sede della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, istituzione non profit per l’arte contemporanea nata nel 1995. Acquistata nel 2018 da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e Agostino Re Rebaudengo da Cassa Depositi e Prestiti, San Giacomo è stata trasformata in un laboratorio innovativo di arte e sostenibilità (nella foto: Old Tree di Pamela Rosenkranz).

“In questo lembo di terra in mezzo all’acqua – racconta Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente della Fondazione – ho riconosciuto da subito un posto speciale, adatto a ospitare mostre, opere e residenze, perfetto per assecondare i tempi lenti della ricerca artistica e favorire dialoghi e incontri tra artisti e artiste, teorici e studiosi di tutte le discipline”.

Il progetto intreccia in un’alleanza virtuosa la programmazione culturale della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, con la sua expertise trentennale, alle attività di ricerca sulla sostenibilità di Asja Energy, società benefit presieduta da Agostino Re Rebaudengo e attiva da trent’anni nella produzione di energia rinnovabile e nella riduzione delle emissioni di CO2.

Nota: al momento, l’Isola di San Giacomo non è servita da mezzi pubblici: l’organizzazione del trasporto da e per l’isola è pertanto a cura e spese dei visitatori. Nelle giornate di apertura per le visite libere è consentito lo sbarco, ma non l’ormeggio di imbarcazioni private.

di Danilo Premoli – Office Observer
Archivio Architettura
 

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