È stato pubblicato a fine anno l’Annual Report 2025 “(Eco) Sistema Design Milano”, risultato di un’iniziativa del Salone del Mobile.Milano co-ideata e realizzata con il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano.
Descrivendolo non come un semplice settore industriale, ma come un’infrastruttura culturale permanente, i testi delineano il ruolo del design a Milano, città che viene presentata come un laboratorio diffuso dove istituzioni storiche, università, musei e archivi collaborano per trasformare la creatività in conoscenza condivisa e innovazione sociale.
In particolare, i contributi di Stefano Maffei e Francesco Zurlo, docenti del Dipartimento di Design, definiscono Milano come: “un distretto-ecosistema della produzione culturale”. In questa visione, la cultura non è un accessorio, ma la condizione abilitante che integra economie e pratiche sociali. L’ecosistema milanese si distingue per un “apprendimento collettivo diffuso”, descritto attraverso la nozione di “atmosfera industriale”, dove le competenze circolano quasi per osmosi.
La mappatura metropolitana del sistema conta 533 risorse dedicate alla produzione culturale di design: 275 soggetti, 258 luoghi, 210 archivi, 60 tra editori e riviste e 37 centri di formazione, a definire un “deposito culturale” che si estende e punteggia un vasto territorio metropolitano. Deposito culturale che comprende anche tutti i laboratori artigianali, le ricche esperienze del saper fare delle nostre industrie: “Dove si è formato e sviluppato, grazie a tanti fruttuosi incontri, il design italiano e anche molto di quello internazionale celebrato nel mondo”.
Il design dunque si configura come pratica culturale capace di orientare i comportamenti, favorendo, come diceva Achille Castiglioni, un equilibrio tra esigenze produttive, responsabilità etiche e valori comunitari. La sfida è trasformare la cultura del design in un dispositivo di mediazione fra complessità globali e bisogni locali, fra innovazione e memoria.



