I tempi per vendere una casa in Italia sono aumentati del 6% in un anno, passando dai 5,2 mesi medi del 2025 ai 5,5 attuali. Tra le varie macro-aree del paese, sono soprattutto il sud e le isole ad aver mostrato la crescita maggiore di questo indicatore.
È quanto emerge dall’ultima ricerca di Immobiliare.it Insights, che ha preso in esame il Time to sell, vale a dire il tempo medio di vendita degli annunci su Immobiliare.it, in Italia e in alcune delle principali città del paese.
“Nonostante la domanda continui a mantenersi solida, come dimostra l’andamento delle compravendite, in crescita e stabilmente al di sopra della media di lungo periodo, l’allungamento dei tempi di vendita riflette uno squilibrio sempre più evidente tra richiesta di mercato e offerta, alimentando a sua volta la tensione abitativa e la crescita dei prezzi del mattone”, afferma Paolo Giabardo, direttore generale di Immobiliare.it. “Per ridurre questo divario servono interventi capaci sia di riportare in circolazione il patrimonio inutilizzato nelle aree in cui esiste una domanda potenziale non soddisfatta, sia di generare nuova offerta nei territori dove il recupero dello stock esistente non sarebbe sufficiente a colmare il fabbisogno abitativo”.
L’andamento del Time to sell nelle cinque macro-aree del Paese
Dividendo l’Italia nelle cinque principali macro-aree (nord-ovest, nord-est, centro, sud e isole), in tutti i casi si fotografa un incremento dei tempi di vendita nel confronto con dodici mesi fa. Come anticipato, il meridione e le isole sperimentano la crescita più significativa, segnando rispettivamente un +13% e un +11%. Al sud, il Time to sell è passato in dodici mesi da 5,2 a 5,9 mesi, mentre nelle isole da 5,6 a 6,2 mesi.
Più contenuti, invece, gli aumenti nelle restanti aree: il nord-ovest e il centro evidenziano entrambi un rialzo da 5,2 a 5,4 mesi, mentre il nord-est rimane la zona in cui le abitazioni si vendono più rapidamente in assoluto, pur avendo registrato un incremento nell’ultimo anno da 5 a 5,2 mesi medi.
Milano resta la città più rapida
Tra le città, Milano si conferma la più rapida quando si tratta di concludere la vendita di un immobile, mostrando stabilità rispetto allo scorso anno e rimanendo appena sotto i 3 mesi medi. Seguono Trieste e Bologna, che, grazie a una diminuzione dei tempi (-8% nel primo caso e -3% nel secondo), si attestano entrambe a 3,5 mesi.
Anche Firenze e Roma sono accomunate dal medesimo Time to sell, pari a 3,6 mesi, ma i due capoluoghi evidenziano andamenti opposti rispetto allo scorso anno: quello toscano registra un calo del 3%, mentre quello laziale una salita del 5%. Seguono Verona, con 3,7 mesi medi e una crescita del 2%, e Padova (3,8 mesi, stabile negli ultimi dodici mesi).
Infine, tra le dieci città in cui gli immobili vengono rimossi più velocemente dal portale figurano due capoluoghi di provincia lombardi, ovvero Como (+4% anno su anno) e Bergamo (+7%), che condividono le stesse tempistiche di Napoli (+4%), pari a 4,1 mesi.
Guardando invece alle città italiane che, tra quelle analizzate, presentano i tempi di vendita più lunghi, si trovano soprattutto capoluoghi del Sud Italia, ovvero Catania (5,1 mesi), Taranto (5,6 mesi) e, soprattutto, Messina (7,4 mesi), che registra le tempistiche più elevate del Paese e un rialzo addirittura del 32% in dodici mesi. Anche Lucca rientra tra i centri in cui gli immobili escono con più difficoltà dal mercato (6,5 mesi), sebbene il Time to sell sia diminuito dell’8% circa rispetto allo scorso anno.
L’analisi di Immobiliare.it Insights esamina anche quanti contatti sul singolo annuncio siano mediamente necessari affinché un immobile venga rimosso dal portale nelle singole città. In questa classifica primeggia Firenze, dove bastano appena 6 contatti prima dell’uscita dell’abitazione dal portale. Seguono Treviso e Reggio-Emilia (entrambe a 7), mentre Milano occupa la quarta posizione insieme a Padova e Venezia, con 8 contatti necessari. Anche Taranto rimane sotto la soglia dei 10 contatti, 9 per la precisione, mentre in tutte le altre città si raggiunge la doppia cifra.
I cinque centri italiani in cui gli immobili in offerta ricevono mediamente il maggior numero di contatti prima di essere rimossi sono Brescia (20), Bari (22), Roma (23), Torino (25) e Monza, all’ultimo posto con 27.


