Il turismo montano vale 4,3 mld di euro

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Il turismo montano si conferma uno dei segmenti più dinamici negli ultimi anni. Con un valore aggiunto di circa 4,3 miliardi di euro, genera oltre 6,8 milioni di arrivi ogni stagione e, negli ultimi anni, ha registrato una crescita significativa, superando i livelli pre-pandemia. A trainare questo sviluppo è anche la crescente attrattività internazionale delle destinazioni alpine e appenniniche, con una quota di presenze straniere che oggi supera il 50%.

Queste la macroevidenze emerse dalla terza edizione del Mountain hospitality forum organizzato da Confindustria alberghi.

“La montagna sta vivendo una fase di rilancio dopo gli anni d’oro degli anni ’60 e una grossa perdita di interessi in quanto si riteneva la montagna noiosa. Dopo il Covid è ripartita, ci sarà un nuovo modo di vivere la montagna, ben vengano queste iniziative per un confronto sano e trovare le nuove linee e le nuove guide di sviluppo futuro” ha dichiarato Roberto Rota, sindaco del Comune di Courmayeur.

“La montagna rappresenta un’opportunità sempre più interessante, sia sul piano degli investimenti sia in ambito turistico. I dati sono incoraggianti e confermano la crescita del segmento montano, evidenziandone la capacità di rispondere a una domanda in evoluzione, orientata verso esperienze di qualità, benessere e fruizione del territorio durante tutto l’anno. Se il cambiamento climatico pone nuove sfide alla stagione invernale, il progressivo innalzamento delle temperature estive sta al tempo stesso rafforzando l’attrattività delle terre alte come alternativa al mare. In questo scenario, la montagna può rappresentare una leva importante di sviluppo, capace di favorire la destagionalizzazione e di creare nuove opportunità per le imprese e per i territori” ha dichiarato Elisabetta Fabri, presidente di Associazione italiana Confindustria Alberghi.

Il confronto ha evidenziato come la montagna stia vivendo una fase particolarmente dinamica, caratterizzata da una crescente attenzione da parte degli investitori e da una progressiva destagionalizzazione dei flussi turistici. In questo contesto, la qualità dell’offerta ricettiva, l’innovazione dei servizi e il miglioramento delle infrastrutture rappresentano fattori sempre più determinanti per intercettare le nuove esigenze dei viaggiatori e consolidare il posizionamento delle destinazioni italiane sui mercati internazionali.

L’edizione 2026 del Mountain Hospitality Forum ha inoltre confermato il valore del dialogo tra imprese, istituzioni e stakeholder quale leva fondamentale per accompagnare la crescita del comparto e individuare modelli di sviluppo capaci di generare benefici diffusi per i territori e le comunità locali.

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