L’economia europea si è dimostrata sorprendentemente resistente alle turbolenze. La BCE ne ha preso atto, rivisitando al rialzo le proprie previsioni di crescita, nonostante l’ aumento dei i tassi di altri 25 punti. I rischi legati all’energia rimangono elevati, mantenendo alte sia l’inflazione che l’incertezza politica. Tuttavia, questo contesto di crescita resiliente offre opportunità nei settori sensibili ai tassi d’interesse, che si sono già in gran parte adeguati a un contesto di rendimenti più alti più a lungo.
Sorprendentemente resiliente di fronte a uno shock energetico
Il PIL dell’Eurozona ha registrato un’accelerazione nel secondo trimestre, superando nettamente le aspettative di consenso, con una crescita diffusa tra le principali economie. La fiducia dei consumatori è migliorata e la spesa ha tenuto nonostante l’impatto sul potere d’acquisto causato dall’aumento dei prezzi dell’energia; con gli indici PMI sostanzialmente in territorio espansivo questo mese.
La BCE lo ha riconosciuto, rivedendo al rialzo le proprie previsioni di crescita allo 0,9% per quest’anno e all’1,4% nel 2027. I policymaker ipotizzano che l’inflazione energetica si attenui e si rifletta sui redditi reali, che il mercato del lavoro rimanga resiliente con la disoccupazione ai minimi storici e che aumentino le spese tedesche per le infrastrutture e la difesa. Tuttavia, la BCE ha anche rivisto al rialzo le proprie prospettive sull’inflazione. Le previsioni di settembre indicano ora che le pressioni sui prezzi raggiungeranno un picco del 3,6% nel quarto trimestre del 2026, per poi attenuarsi al 2,5% entro la metà del 2027, lasciando l’inflazione al di sopra del target per un periodo più lungo di quanto previsto in precedenza.
E se i tassi rimanessero elevati?
Prevediamo che la BCE attui una stretta monetaria meno marcata rispetto a quanto attualmente scontato dai mercati, ma i rendimenti sono destinati a rimanere elevati a prescindere, spinti dalle dinamiche fiscali e dall’aumento delle emissioni governative. Ciò rende rilevanti le valutazioni iniziali. Alcuni dei settori europei più sensibili ai tassi d’interesse hanno già trascorso diversi anni ad adeguarsi a un costo del capitale molto più elevato. Se la crescita dovesse continuare a reggere e la BCE dovesse mantiene una politica restrittiva, gli investitori che attendono una chiara svolta nella politica monetaria rischiano di arrivare in ritardo. La prossima opportunità in Europa potrebbe presentarsi nel settore immobiliare, che si è già adeguato ai tassi più elevati, anche qualora fosse previsto un ulteriore aumento.
Real estate: case study sul repricing
Secondo Abigail Dean, head of srategic insights for real assets, Nuveen l’attività nel settore immobiliare rimane contenuta, ma i volumi hanno raggiunto i 53 miliardi di euro nel secondo trimestre, con un aumento del 6% rispetto all’anno precedente. Si prevede che diverse operazioni, che erano state rinviate all’inizio dell’anno, vengano comunque portate a termine, e si stima che i volumi di investimento raggiungano i 251 miliardi di euro quest’anno e i 297 miliardi di euro nel 2027. Pertanto, l’attuale rallentamento sembra posticipare i tempi della ripresa piuttosto che comprometterla del tutto.
Settore in focus: in tempi di incertezza prevale la necessità
Le famiglie dispongono inoltre di risorse finanziarie di riserva per sopportare lo shock, sostenendo così una crescita resiliente. Il tasso di risparmio rimane superiore di circa 200 punti base rispetto alla media di lungo periodo, e la spesa al dettaglio ha tenuto pur in presenza di un reddito reale sotto pressione.
Anche il mercato dell’energia in Europa è cambiato. La maggior produzione da fonti rinnovabili ha indebolito il legame tra i prezzi del gas e quelli dell’elettricità, sebbene in molti Paesi il prezzo del gas si ripercuota ora più rapidamente sull’inflazione al consumo. La trasmissione di un ulteriore shock energetico risulta quindi differente sia tra i diversi Paesi, sia tra le varie componenti dell’inflazione.
I dati aggregati relativi al settore immobiliare nascondono inoltre una notevole dispersione. Il settore retail europeo combina rendimenti relativamente elevati e forti flussi di reddito con un’offerta vicina ai minimi storici. Gli immobili grocery-anchored e convenience beneficiano dell’ulteriore sostegno di una domanda meno discrezionale, mentre l’offerta limitata sta aumentando la concorrenza per gli immobili esistenti.
In questo contesto, la selezione degli asset assumerà probabilmente maggiore importanza rispetto all’allocazione settoriale generale. Tale profilo si adatta a un’economia che continua a dimostrare resilienza senza tuttavia apportare un significativo alleggerimento sui tassi. Una volta che i valori patrimoniali si saranno stabilizzati, il reddito potrà contribuire in misura maggiore ai rendimenti totali, mentre la resilienza dei consumatori sosterrà gli operatori da cui dipende tale reddito.
A cura di Laura Cooper, global investment strategist and head of macro credit e Abigail Dean, head of strategic insights for real assets di Nuveen.




