Un proprietario vuole intervenire sull’impianto termico del proprio immobile. Il professionista incaricato sta valutando le soluzioni possibili, quando arriva una domanda: “Con le nuove regole, devo prevedere anche l’utilizzo di fonti rinnovabili?”.
La domanda sembra semplice. La risposta, molto meno.
Il Decreto legislativo 9 gennaio 2026, n. 5, che recepisce la direttiva europea RED III, interviene anche sugli obblighi di integrazione delle energie rinnovabili negli edifici. Tra le modifiche, estende il campo di applicazione a determinati interventi di ristrutturazione degli impianti termici.
Significa che ogni volta che si mette mano a un impianto esistente scatta un nuovo obbligo?
Non esattamente.
Per rispondere bisogna distinguere le tipologie di intervento, verificare le condizioni previste, individuare la decorrenza delle disposizioni e capire quali requisiti si applicano al caso concreto.
Il problema, insomma, non è trovare il decreto. È capire cosa dice davvero per quell’edificio, per quell’intervento, in quel momento.
Le informazioni ci sono. Il tempo per interpretarle, meno.
Chi lavora nell’immobiliare, nell’edilizia o nell’efficienza energetica conosce bene questa situazione.
Una richiesta del cliente apre una ricerca. Si parte da un provvedimento, si arriva a un altro, si controllano gli allegati, si cercano chiarimenti e si confrontano disposizioni che modificano testi precedenti.
Non sempre è difficile trovare un documento. Spesso è difficile ricostruire il quadro completo.
Nel frattempo, il cliente aspetta una risposta. E quella risposta può incidere sulla scelta di un impianto, sul costo di un intervento, sulla fattibilità di un progetto o sulla valutazione di un investimento immobiliare.
Le norme non mancano. Mancano, semmai, percorsi semplici per trasformare informazioni complesse in indicazioni comprensibili e verificabili.
Sapere dove si trova una disposizione non significa ancora sapere come applicarla.
Poi è arrivata l’intelligenza artificiale
Oggi possiamo porre una domanda a un sistema di intelligenza artificiale e ottenere una risposta articolata in pochi secondi.
È una possibilità che fino a poco tempo fa sembrava lontana dalla quotidianità di molti professionisti.
Non serve necessariamente conoscere il numero di un articolo o il titolo di un decreto. Si può partire dal problema: descrivere un edificio, un intervento, un dubbio.
Ma la rapidità introduce una nuova questione.
Se una risposta arriva in pochi secondi, quanto tempo dedichiamo a capire se è corretta?
Un testo può essere chiaro, ben scritto e apparentemente convincente senza essere sufficientemente preciso. Può trascurare una condizione, confondere due fattispecie o non considerare una modifica successiva.
Nel campo normativo, un dettaglio non è sempre un dettaglio.
Una data può determinare quale disciplina si applica. Una definizione può cambiare la classificazione di un intervento. Un’eccezione può modificare la conclusione.
A volte basta un comma.
Non chiediamo all’AI di dare una risposta veloce, ma una risposta sicura ed affidabile.
Il contributo più interessante dell’intelligenza artificiale non è produrre una risposta a ogni costo. È aiutare a formulare le domande giuste, individuare le fonti pertinenti, mettere in relazione disposizioni diverse e rendere visibili le condizioni che devono ancora essere verificate.
È un cambio di prospettiva: dall’AI che dà risposte all’AI che aiuta a costruirle.
Perché nasce AI sensi di Comma
Da questa idea nasce AI sensi di Comma, una nuova rubrica dedicata all’incontro tra intelligenza artificiale, norme, incentivi ed efficienza energetica.
Il nome gioca con il linguaggio della legge, ma esprime anche il nostro metodo: cercare il punto in cui una disposizione generale incontra un caso particolare.
A firmare questo percorso saremo Alberto Guerra e Comma, l’assistente di intelligenza artificiale sviluppato nell’ambito del progetto MaiDiTascaMia. Le risposte dell’assistente si basano solamente su fonti ufficiali rilevate dall’Agenzia delle Entrate, ENEA, Decreti Leggi e qualsiasi altra organizzazione o ente con riconoscimento legale.
Non vogliamo pubblicare risposte automatiche presentandole come verità definitive. Vogliamo partire dalle domande che i professionisti incontrano ogni giorno, interrogare le fonti sicure da cui possiamo esaminare le risposte e approfondire ciò che conta davvero. Tutto il lavoro non verrà fatto dall’intelligenza artificiale ma con l’intelligenza artificiale.
Ci occuperemo di novità normative, incentivi, tecnologie e decisioni che incidono sugli edifici e sul loro valore. Con attenzione tanto alle opportunità quanto ai limiti degli strumenti disponibili.
E cominceremo proprio dalla domanda iniziale.
Quando si interviene sull’impianto termico di un edificio esistente, quali obblighi di integrazione delle rinnovabili possono scattare dopo il D.Lgs. 5/2026?
Nel prossimo articolo entreremo nel merito, distinguendo interventi, condizioni e date di applicazione.
Perché una buona risposta non è soltanto quella che arriva prima. È quella di cui possiamo ricostruire il perché.
di Alberto Guerra e Comma – Le norme cambiano. I professionisti domandano. L’AI risponde. Noi approfondiamo


