“Questo è, e sarà, uno dei principali dilemmi del nostro tempo e dei tempi a venire – dichiara il Presidente FIMAA Milano Lodi Monza e Brianza Marco Zanardi – Da un lato i grandi investimenti, l’avanzamento tecnologico e digitale, la riqualificazione urbana, il riscatto di territori e spazi altrimenti dismessi e abbandonati, il rialzo del valore delle aree potenzialmente destinabili alla loro realizzazione, l’assunzione di personale qualificato. Dall’altro il consumo di suolo, l’impatto ambientale, il fabbisogno idrico ed energetico in impennata, i costi cui far fronte sul piano di progettazione, produzione e mantenimento dell’impianto, la necessità di una regolamentazione chiara e omogenea – precisa ancora Zanardi – Nel parlare di Data center, le grandi infrastrutture deputate al funzionamento e allo sviluppo digitale, in generale, e più specificatamente all’implementazione degli strumenti di Intelligenza artificiale, la linea fra opportunità e rischio è netta ma non invalicabile”.
E’ innegabile che gli investimenti in questo ambito siano in crescita da diversi anni (+19% a livello nazionale fra il 2024 e il 2025, fonte: Osservatorio Data Center del PoliMi), con Milano che si posiziona al primo posto per attrattività in Italia distinguendosi quale punto di riferimento al fianco delle metropoli europee che rientrano nel cosiddetto FLAPD (Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi, Dublino). Nel 2025 Milano ha raggiunto i 414 MW IT installati, con l’obiettivo di superare 1GW entro il 2028, e le strutture attualmente in attivo sul territorio milanese rappresentano già il 37% della potenza energetica IT totale del nostro Paese (fonte Osservatorio Data Center del PoliMi).
Al momento in Italia sono 190 gli impianti attivi, prevalentemente dislocati fra Milano, Bergamo, Padova e Venezia, Roma, Torino, Bari, con previsione di attivarne altri 50 nei prossimi anni. Tuttavia non bisogna dimenticare le cifre: costruire un Data center efficiente richiede un esborso a parecchi zeri, in base a tipologia e dimensioni della struttura, senza contare il fabbisogno energetico costante, 24h su 24, 7 giorni su 7. E poi manca ancora un quadro normativo che delinei regole standard da seguire. Questi aspetti potrebbero frenare la corsa agli investimenti sollevando dubbi e criticità sulla tenuta del mercato e delle risorse.
Nonostante qualche incertezza di sorta, ciò che è sicuro è che il mondo immobiliare ha iniziato da tempo a volgere lo sguardo verso queste nuove strutture, in quanto se per edificare i Data center è necessario un elevato numero di Mq di spazio, va da sé che i Mq disponibili e adatti sul piano geologico e morfologico alla loro costruzione non potranno che crescere di valore.
di Sofia Gennaro – segreteria FIMAA MiLoMB




