Arte e rigenerazione urbana nel cuore di Roma

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Il 28 gennaio 2026, presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea a Roma, si terrà la proclamazione del progetto vincitore di Connessioni Urbane. L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra la Gnamc e Techbau S.p.A., mira a integrare l’arte contemporanea nei processi di trasformazione edilizia della capitale.

Il progetto Campus San Pietro

L’intervento si concentra in un’area vicina alla stazione ferroviaria di Roma San Pietro, caratterizzata da un lungo periodo di inattività urbanistica. Il fulcro dell’operazione è il nuovo edificio polifunzionale di via del Crocifisso, progettato dallo studio MCA – Mario Cucinella Architects e realizzato da Techbau S.p.A.. La struttura ospiterà uno studentato, spazi commerciali, aree verdi e ambienti per eventi pubblici.

Dal punto di vista tecnico e finanziario, l’opera segue i principi ESG e punta alla certificazione BREEAM Excellent. Secondo Andrea Marchiori, amministratore delegato di Techbau S.p.A., il progetto interpreta la rigenerazione come integrazione tra architettura, spazio pubblico e sostenibilità. L’azienda, leader in Italia per fatturato nel settore privato, gestisce l’intero processo edilizio, dalla progettazione alla costruzione.

Il ruolo dell’arte nella riqualificazione economica

Il concorso ha raccolto 41 progetti, coinvolgendo università e accademie. L’obiettivo è la trasformazione di un muro di contenimento ferroviario, lungo 145 metri e alto 10 metri, in una superficie narrativa permanente. L’architetto Mario Cucinella ha evidenziato come l’opera d’arte debba dialogare con l’edificio razionale per riattivare le relazioni urbane e recuperare lo spazio pubblico,.

Collaborazione tra pubblico e privato

L’operazione ha visto il coinvolgimento dell’amministrazione comunale. Maurizio Veloccia, assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, ha dichiarato che l’edificio di via del Crocifisso recupera un’opera incompiuta da vent’anni, sanando una ferita urbanistica nel cuore della città. La sinergia tra il soggetto proprietario e le istituzioni ha permesso di migliorare il progetto originario, rendendo gli spazi collettivi più fruibili.

I 10 progetti finalisti saranno esposti in una mostra aperta al pubblico fino all’8 febbraio. L’intervento si configura come un modello di trasformazione volto a generare valore urbano, sociale e culturale.

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