L’ampliamento della Casa Museo Antonio Gramsci, nel centro storico di Ghilarza (OR) era stato oggetto di un concorso di architettura nel 2020 (ne abbiamo parlato a questo link). Oggi la riqualificazione si completa con l’intervento del team di progettazione Studio Associato di Architettura Lerua (arch. Paolo Russo, arch. Fabiana Ledda), Mb Engineering, arch. Riccardo Onnis, arch. Fabrizio Rubattu.
Il progetto ha coinvolto l’edificio originario, dichiarato monumento nazionale, e due unità abitative adiacenti, un tempo distinte, oggi riunite in un unico organismo architettonico: “Un atto di riconnessione che va oltre la semplice somma di spazi, diventando un nuovo paesaggio domestico per la memoria, la riflessione, la ricerca”.
Nel rispetto della tutela imposta dal D.Lgs. 42/2004, ogni intervento si è mosso con attenzione quasi chirurgica: il fronte storico su strada è stato preservato “come una soglia immobile tra le epoche”, mentre sul retro la trasformazione si è manifestata con leggerezza contemporanea. La parziale demolizione dell’ex sede del Pci e delle unità adiacenti ha permesso l’inserimento di un nuovo volume architettonico, pensato non come contrappunto, ma come eco materica e luminosa della casa già esistente.
Calce e basalto, materiali di una tradizione sarda radicata, sono stati reinterpretati con sobrietà, alternati a superfici vetrate che aprono scorci e riflessi, creando un dialogo costante tra interno ed esterno, tra spazio costruito e paesaggio. Il nuovo complesso, che ospita il percorso narrativo della vita di Gramsci, si completa con una sala per l’accoglienza, una biglietteria, un bookshop, spazi espositivi e una sala polifunzionale, oltre a luoghi pensati per il lavoro, la lettura, la condivisione. In cima, la nuova terrazza realizzata sulla copertura del volume si apre sul territorio e abbraccia il paesaggio, offrendo al visitatore un momento di silenzio e visione: un luogo dove l’architettura lascia spazio al pensiero.






