Scalera: “Per il Piano casa cruciale ruolo regioni ed Enti territoriali”

Data:

Il secondo pilastro del Piano Casa nasce dall’esigenza di accelerare l’utilizzo dei fondi già individuati per l’housing. Cruciale, in tal senso, è il ruolo delle Regioni e degli Enti territoriali. Le Regioni possono mettere in campo le risorse europee programmate per la casa, decidendo di farle conferire nel fondo housing sociale gestito da Invimit Sgr e partecipato dal Dipartimento Coesione. Sia le Regioni che gli Enti in generale, inoltre, possono mettere a disposizione due fattori decisivi: i propri immobili e le proprie competenze amministrative”. Così Stefano Scalera, ad di Invimit Sgr, intervenendo oggi ad un convegno promosso da Oice – Associazione di categoria, aderente a Confindustria, che rappresenta le organizzazioni italiane di ingegneria, architettura e consulenza tecnico-economica.

“Qualora in un dato territorio non fossero presenti immobili pubblici adatti o sufficienti a essere trasformati per le finalità di housing sociale – prosegue l’ad – potrebbe darsi, invece, che ci siano asset privati con tali caratteristiche. In questo secondo caso, i progetti che riguardano beni di natura privata devono essere promossi dall’Ente pubblico, attraverso il riconoscimento della rilevanza nel risolvere un problema pubblico. Quindi, l’Ente territoriale, per risolvere i problemi in materia di housing, dovrebbe come prima cosa assicurare tempi certi nell’iter amministrativo del progetto di rifunzionalizzazione degli immobili individuati a tali scopi e, in seconda battuta, mettere a disposizione i propri immobili o, qualora non ve ne fossero, emanare un atto amministrativo che riconosca l’interesse pubblico di una proposta privata.

Se l’Ente territoriale entra in questa ottica, non ritengo essenziale la presenza di un commissario straordinario. I progetti in questione, inoltre, devono essere sostenibili dal punto di vista economico-finanziario e ambientale. A tal proposito, è importante ricordare che i fondi europei che le Regioni potrebbero decidere di far confluire nel fondo housing sociale debbono attirare capitali privati. Affinché ciò avvenga, è necessario che l’Ente locale si attivi per risolvere i problemi in tempi certi e brevi, ma su questo sono molto fiducioso”, conclude Scalera.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui
Captcha verification failed!
Punteggio utente captcha non riuscito. Ci contatti per favore!

Ultimi articoli

Related articles

LeadCrest e HModa annunciano partnership da 100 milioni

LeadCrest Capital Partners e Holding Moda (HModa) hanno siglato un accordo strategico di lungo termine finalizzato all'ottimizzazione del...

Roma riparte dalla proprietà immobiliare

Le locazioni a canone concordato si mantengono la forma contrattuale più usata, aumentano i contratti transitori, si affermano...

A Teicos l’appalto per la riqualificazione del Rettorato dell’Unimore

L'impresa milanese Teicos si è aggiudicata l’appalto per la riqualificazione del complesso del Rettorato dell’Università di Modena e...

Rigenerazione urbana: entro il 2050, oltre 1.594 mld di euro e 14 mln di unità di lavoro

Negli ultimi anni, la rigenerazione urbana è diventata una delle priorità principali delle politiche europee di sviluppo territoriale....