Il settore Food & Beverage si conferma centrale nel commercio milanese, rappresentando il 37% dei quasi 5.000 negozi censiti in 23 distretti della città. È quanto emerge dalla sesta edizione del report Food & the City Milan 2026, curato da Engel & Völkers Commercial Milano Lombardia in collaborazione con Ubri (Unione brand ristorazione italiana).
L’analisi, condotta su circa 160 vie ad alta densità commerciale, rileva un tasso di vacancy medio del 9,2%. Tra i quartieri con la maggiore quota di F&B spicca Arco Sempione (73% dei locali), seguito da Oberdan Spallanzani (56%), Navigli Darsena (54%) e Isola Farini (49%). Le dinamiche immobiliari evidenziano forti differenze: se ad Arco Sempione lo sfitto è prossimo allo zero, ai Navigli raggiunge il 13,8%.
I canoni di locazione si mantengono tendenzialmente stabili, pur con rialzi fino al +9% in aree di pregio come Brera, Porta Romana e Turati Centrale. Il mercato è dominato dai brand indipendenti (75%) rispetto al 25% delle catene. Tra le formule guidano caffetterie e gelaterie (18%), seguite da cucina etnica e fusion (17,4%) e ristorazione italiana (17,3%).
Un ruolo chiave è svolto dagli spazi esterni: il 56% dei locali dispone infatti di un dehors, per oltre 25 mila posti all’aperto diffusi anche nei quartieri periferici. Come sottolineano Gianluca Sinisi e Roberto Magaglio (Engel & Völkers Commercial), la scelta della location si conferma uno snodo strategico, mentre Vincenzo Ferrieri, Presidente UBRI, evidenzia l’importanza del dialogo tra istituzioni, proprietari e imprese per bilanciare crescita e sostenibilità.



