Il 16 ottobre, a Bovisio Masciago, si è svolto l’incontro pubblico “Cercare una nuova visione dell’abitare”, promosso dalle Caritas parrocchiali dei Comuni dell’Ambito di Desio, in collaborazione con le Caritas di Cesano Maderno, Limbiate e Varedo. Un momento di confronto dedicato alla crisi abitativa e alle possibili risposte da costruire attraverso la collaborazione tra istituzioni, enti territoriali e Terzo settore.
L’iniziativa, nata anche dall’ascolto delle difficoltà rilevate dai centri Caritas, ha evidenziato come il disagio abitativo coinvolga una platea sempre più ampia: non soltanto persone in condizioni di fragilità economica, ma anche famiglie, lavoratori e giovani coppie che incontrano difficoltà nell’accesso alla locazione o all’acquisto della prima casa.
Lorenzo Penatti, del Consorzio Desio Brianza – Agenzia Sociale Sistemabitare, ha illustrato la situazione abitativa di sette comuni del territorio: Bovisio Masciago, Cesano Maderno, Desio, Limbiate, Muggiò, Nova Milanese e Varedo. Al centro dell’intervento il crescente divario tra il mercato immobiliare libero, caratterizzato da un significativo aumento dei prezzi e dei canoni di locazione, e i Servizi Abitativi Pubblici (SAP), il cui patrimonio rimane numericamente limitato rispetto alla domanda.
Tra queste due realtà si sta progressivamente ampliando una fascia intermedia di popolazione, composta da persone e famiglie con redditi troppo elevati per accedere all’edilizia residenziale pubblica, ma insufficienti per sostenere i costi del mercato libero. Una parte di questa domanda trova risposta nei contratti a canone concordato, una formula in aumento e sempre più diffusa, tuttavia non ancora sufficiente a soddisfare una domanda abitativa in crescita.
“Una situazione che evidenzia la natura strutturale della crisi abitativa: l’offerta pubblica non riesce ad assorbire la crescente domanda di abitazioni accessibili, mentre l’aumento dei valori di mercato rende sempre più difficile trovare soluzioni economicamente sostenibili”, ha dichiarato Veronica D’Agosta, vicepresidente FIMAA MiLoMB che ha preso parte a questo evento insieme al componente di Giunta FIMAA MiLoMB, Giulio Carpinelli.
A completare il quadro, alcuni dati presentati durante l’incontro:
• le registrazioni dei contratti di locazione per interi immobili sono rimaste sostanzialmente stabili: 2.114 nel 2023, 2.125 nel 2024 e 2.107 nel 2025;
• è stata indicata una stima di circa 2.800 abitazioni inutilizzate nei sette comuni considerati;
• i canoni di locazione hanno registrato aumenti significativi negli ultimi tre anni.
Nel corso dell’incontro sono state illustrate alcune iniziative territoriali finalizzate ad ampliare l’offerta abitativa accessibile. Lorenzo Penatti ha richiamato gli interventi di sostegno alla locazione e un progetto sperimentale a Bovisio Masciago volto a incentivare il recupero di immobili da destinare al canone concordato. Emanuele Manzoni, già Assessore alla Casa del Comune di Lecco e Presidente della Commissione Politiche Sociali ANCI, ha illustrato l’esperienza del Comune di Lecco, evidenziando il ruolo della pianificazione urbanistica, degli strumenti per favorire l’utilizzo degli alloggi sfitti e della collaborazione tra amministrazioni, imprese e Terzo settore. Mauro Danelon, dell’Area Casa di Caritas Ambrosiana, ha presentato il Fondo Schuster, promosso dalla Diocesi di Milano, che interviene sul disagio abitativo attraverso il recupero di immobili, il sostegno economico alle famiglie e strumenti di garanzia per favorire l’accesso alla locazione. Tra le esperienze richiamate nel programma dell’incontro, anche quelle della Fondazione San Carlo, diretta da Giorgio Gualzetti, impegnata nel recupero e nella gestione di immobili destinati a rispondere ai bisogni abitativi.
“Un tema che, come sottolineato nel suo intervento, riguarda anche l’attrattività economica dei territori e la possibilità per i lavoratori di risiedere nei luoghi in cui operano – conclude D’Agosta – Dal confronto è emersa la natura strutturale della crisi abitativa, che non può essere ricondotta esclusivamente alla disponibilità di alloggi, ma coinvolge l’accessibilità economica, la composizione dell’offerta e la capacità di mettere in relazione le diverse componenti della filiera abitativa. Le esperienze presentate hanno evidenziato il ruolo della collaborazione tra amministrazioni pubbliche, operatori economici, proprietari e Terzo settore nell’individuazione di strumenti e interventi continuativi”.



