Perdura un paradosso del settore edilizio: da una parte, le imprese continuano ad avere bisogno di lavoratori; dall’altra, trovare i profili professionali e le competenze richieste dal mercato è sempre più difficile.
L’aspetto emerge dalla fotografia di FondItalia, fondo paritetico interprofessionale nazionale per formazione continua, secondo cui la domanda di formazione non coincide infatti con la semplice numerosità delle imprese presenti nei diversi territori: in termini di adesioni, è la Puglia a rappresentare la platea più corposa, con 4.271 imprese e 17.179 dipendenti formati, mentre la Lombardia – pur contando un numero significativamente inferiore di imprese – (1.062), registra 8.891 dipendenti.
Se si considerano le attività formative finanziate dal fondo è invece la Lombardia a guidare la classifica per numero di progetti: 641, pari al 29,93% del totale. Le attività in questa regione hanno coinvolto 10.059 dipendenti, per un ammontare complessivo di contributi pari a 2.909.708,60 euro. Al secondo posto si colloca la Puglia, con 467 progetti, corrispondenti al 21,8% del totale, e 6.743 dipendenti coinvolti. La regione si distingue tuttavia per essere la prima in termini di valore complessivo dei contributi: 4.199.314,82 euro. Seguono la Campania con 214 progetti e 2.751 dipendenti coinvolti, e la Sicilia, con 209 progetti e 3.198 lavoratori in formazione. Il Piemonte registra 141 progetti, le Marche 108, la Toscana 103 e l’Emilia-Romagna 89. Lazio e Veneto, infine, si attestano entrambi a 70 progetti. Nel complesso, il confronto tra adesioni e attività formative finanziate mostra differenze significative tra la numerosità della platea aderente e l’effettiva partecipazione ai progetti finanziati.
Nonostante l’investimento in formazione, il divario tra domanda e offerta di lavoro nel settore edilizio è ancora ampio e rischia di diventare uno dei principali ostacoli alla sua crescita: “I numeri del comparto costruzioni mostrano con chiarezza quanto la formazione continua rappresenti una leva concreta per accompagnare l’evoluzione delle imprese e del lavoro – commenta Egidio Sangue, direttore di FondItalia -. I 2.142 progetti finanziati dal 2009 a oggi e i quasi 30mila lavoratori coinvolti rappresentano una dimensione significativa, ma oggi la sfida è ancora più complessa: non si tratta soltanto di formare più persone, ma di formarle sulle competenze che servono realmente alle imprese e che serviranno nei prossimi anni. Il dato sulla difficoltà di reperimento nel settore conferma che dobbiamo intervenire sul mismatch tra domanda e offerta anche attraverso la qualificazione, l’aggiornamento e la messa in trasparenza delle competenze”.
I numeri più recenti del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro, fotografano con chiarezza la situazione. Ad agosto 2026 le imprese delle costruzioni prevedevano 26mila nuovi ingressi, ma la difficoltà di reperimento ha riguardato il 52,7% delle assunzioni programmate: più di una posizione su due. Nella rilevazione di luglio il dato era arrivato al 62,6%, collocando le costruzioni tra i comparti con le maggiori criticità nel mercato del lavoro.
Per quanto riguarda gli addetti alle rifiniture delle costruzioni, la difficoltà di reperimento raggiunge il 75,6% delle richieste. Non si tratta quindi soltanto di una questione legata alla disponibilità di manodopera, ma di rapporto tra le competenze disponibili e quelle richieste dalle aziende.
“La formazione non può essere considerata soltanto una risposta alle esigenze contingenti delle imprese. La sua funzione diventa anche quella di anticipare i cambiamenti. Se la difficoltà di reperimento è determinata, almeno in parte, da una preparazione non adeguata rispetto ai profili richiesti, investire sulle competenze significa infatti intervenire su uno dei nodi che condizionano la capacità delle imprese di crescere e di organizzare il lavoro”, conclude il direttore di FondItalia.
Il settore delle costruzioni è interessato da trasformazioni che riguardano le tecnologie, le modalità di progettazione e gestione dei cantieri, l’efficienza energetica, la sicurezza e, più in generale, i processi organizzativi. La domanda di lavoro interesserà soprattutto operai specializzati, addetti alla manutenzione e alle rifiniture, ma anche ingegneri civili, tecnici della gestione dei cantieri ed esperti in ambito digitale. Sul fronte della transizione ecologica, saranno cruciali le competenze in materia di efficientamento energetico, fonti rinnovabili, normative e protocolli ambientali. In questa prospettiva, la formazione finanziata può svolgere un ruolo strategico. Il rafforzamento della collaborazione tra imprese, Parti sociali, enti formativi e istituzioni sarà quindi determinante per intercettare tempestivamente i nuovi fabbisogni e tradurli in percorsi formativi efficaci.
16 mln di euro stanziati finora dal fondo
Dal 2009 a oggi, il Fondo ha stanziato oltre 16 milioni di euro in progetti di qualificazione, aggiornamento e apprendimento di nuove competenze
Sono 29.994 i lavoratori del settore delle costruzioni formati da FondItalia dal 2009 a oggi, per un totale di 2.142 progetti finanziati e un valore di oltre 16 milioni di euro. Ampio è il bacino dei potenziali beneficiari: le imprese del comparto edilizia-costruzioni aderenti al Fondo promosso da Ugl e FederTerziario sono infatti 10.070, con 52.582 dipendenti.


