Nei primi tre mesi del 2026 le compravendite residenziali sono aumentate del +4,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (179.654 transazioni), con Torino in testa per crescita tra le città metropolitane (+9,2%). Nello stesso periodo, sono aumentate leggermente anche le locazioni di abitazioni (+0,3%, con 262.248 contratti).
Positivo anche il dato delle compravendite di nuove abitazioni: il dato nazionale del primo trimestre 2026 segna un aumento del 14,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Sul fronte dei prezzi medi, in Italia si registra un incremento del +4,3% per le compravendite (2.200 €/mq), con Torino (+7,1%), e del +2,3% per le locazioni (175 € al mq/anno), con Genova (+6,4%).
I dati sono frutto dell’analisi di Abitare Co. – società di intermediazione e servizi immobiliari specializzata in nuove costruzioni – basata sui dati dell’Osservatorio sul mercato immobiliare (Omi) dell’Agenzia delle Entrate e su dati interni.
Compravendite, Torino prima per crescita
I valori delle compravendite crescono in quasi tutte le principali città metropolitane, eccetto Firenze che ha segnato -2,9% con 1.035 transazioni. Tra le altre città, gli aumenti maggiori si registrano a Torino (9,2% e 3.913 transazioni), Genova (+8,7% e 2.344 transazioni) e Milano (+7,1% e 5.896 transazioni). Positive anche Palermo (+6,6% e 1.748 transazioni), Napoli (+5,3% e 2.087 transazioni), Roma (+5,1% e 8.961 transazioni) e Bologna (+3,4% e 1.403 transazioni).
Se le compravendite tornano a crescere, anche i prezzi di acquisto raccontano un mercato in evoluzione. Secondo i dati elaborati da Abitare Co., nel primo trimestre del 2026 i prezzi delle abitazioni sono aumentati del 4,3% a livello nazionale rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A guidare la classifica è Torino, con una crescita del 7,1% e un valore medio di 2.250 euro al mq. Seguono Genova (+4,8%, 2.200 €/mq) e Bologna (+4,2%, 3.750 €/mq), Firenze (+3,3%, 4.750 €/mq), Napoli (+3,2%, 3.200 €/mq), Palermo (+3,2%, 1.600 €/mq) e Roma (+2,1%, 3.880 €/mq). Milano (+1%), pur registrando l’aumento più contenuto tra le principali città italiane, si conferma il mercato con i prezzi medi più elevati (5.750 €/mq).
Locazioni, segno positivo per Roma e Milano
Per quanto riguarda invece gli affitti, i dati disponibili si riferiscono esclusivamente a Roma e Milano. In questo segmento, Roma registra una crescita del 7,4% (14.096 abitazioni locate), confermando un andamento positivo anche sul fronte degli affitti, mentre Milano segna un incremento dell’1% (15.225 abitazioni locate). I dati evidenziano una domanda ancora dinamica nei due principali mercati urbani italiani, in un contesto in cui la locazione continua a essere sostenuta da esigenze abitative diversificate e dalla mobilità lavorativa.
Prezzi degli affitti: Genova guida la crescita. Milano e Firenze le città metropolitane più care.
Anche il mercato delle locazioni conferma una fase di forte dinamismo. Nel primo trimestre 2026 i canoni di affitto risultano a livello nazionale in aumento del 2,3%, ma non in tutte le città metropolitane. A guidare la crescita è Genova con +6,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Seguono Palermo (+4,6%), Roma (+2,7%), Torino (+2,3%) e Napoli (+0,6). Registrano segno negativo invece Bologna (-2,4%), Firenze (-1,9%) e Milano (-1,5%). Sul fronte dei prezzi, però, la città meneghina si conferma la più cara, con un canone medio annuo al mq è di 266 euro, che corrisponde a circa 1.550 euro al mese per un appartamento di 70mq. Sul podio, insieme a Milano, anche Firenze (250 € al mq/anno) e Roma (222 € al mq/anno). Seguono Bologna (200 € al mq/anno), Napoli (180 € al mq/anno), Torino (152 € al mq/anno), Genova (127 € al mq/anno). Chiude Palermo con 116 € al mq/anno.
“Il mercato residenziale italiano sta dimostrando una resilienza strutturale significativa nonostante le incertezze globali. A sostenerlo è un equilibrio ancora fortemente sbilanciato tra domanda e offerta: da un lato una domanda abitativa solida – sostenuta dal ritorno dei mutui, dalla fiducia delle famiglie e dall’interesse degli investitori anche internazionali – dall’altro una scarsità cronica di prodotto, aggravata dalla limitata nuova costruzione e dalla riduzione dello stock disponibile – ha dichiarato Giuseppe Crupi, ceo di Abitare Co – In questo contesto, anche una crescita economica modesta ma stabile, insieme al progressivo miglioramento delle condizioni finanziarie, contribuisce a mantenere dinamico il mercato. Il risultato è un settore non in fase di espansione euforica, ma caratterizzato da fondamentali robusti che ne supportano la tenuta nel medio periodo.”






