L’incertezza del quadro regolatorio e amministrativo costituisce il freno maggiore alla crescita delle energie rinnovabili in Italia. Secondo i risultati di una rilevazione condotta da Anie Rinnovabili tra le aziende della filiera, il 75% delle imprese identifica nell’instabilità delle norme l’impedimento principale allo sviluppo del settore. Il quadro è aggravato dalle procedure autorizzative, che impattano in modo rilevante sulle attività del 67% degli operatori.
I dati evidenziano una fase di contrazione per il comparto dopo quattro anni di crescita. Il 2025 ha registrato una flessione delle nuove installazioni dell’8,2% rispetto all’anno precedente, con 6,2 GW totali. La tendenza prosegue nel primo trimestre del 2026, che segna un calo complessivo del 10%, trainato dalla contrazione dell’11% nel segmento fotovoltaico.
Oltre alla burocrazia, le infrastrutture rappresentano una criticità per il 44% delle aziende, con particolare riferimento alle tempistiche di connessione alla rete elettrica. Solo il 19% dei rispondenti ritiene prioritario il ricorso a nuovi incentivi economici, segnalando come la priorità sia la definizione di regole certe e infrastrutture adeguate.
Andrea Cristini è stato confermato alla presidenza di Anie Rinnovabili per il prossimo biennio. In merito alla strategia dell’associazione, Cristini ha dichiarato: “Desidero ringraziare l’Assemblea per la rinnovata fiducia. La riconferma della Presidenza di ANIE Rinnovabili rappresenta un importante riconoscimento del lavoro svolto e un impegno a proseguire con determinazione nel percorso avviato. Le rinnovabili sono oggi una componente essenziale della strategia energetica nazionale e un fattore chiave per rafforzare l’autonomia del Paese e la competitività della nostra economia. Come Associazione – ha dichiarato Andrea Cristini – continueremo a promuovere un quadro normativo stabile e una pianificazione coerente con gli obiettivi di sviluppo del settore, affinché imprese e investitori possano contribuire con fiducia alla trasformazione del sistema energetico italiano”.
Tra le priorità indicate per il periodo 2026-2028 figurano il recepimento del Net zero industry act e dell’Industrial accelerator act, necessari per sostenere la competitività dei produttori tecnologici europei. L’azione associativa punterà inoltre sulla corretta attuazione delle norme sulle aree idonee, sulla diffusione dei sistemi di accumulo per l’autoconsumo e sulla promozione di contratti di lungo termine per le imprese energivore.


