I costi di fit-out degli uffici nell’area Emea sono aumentati tra il 5% e il 7% negli ultimi 12 mesi, con dinamiche differenti tra i diversi mercati. Carenza di manodopera specializzata, volatilità energetica, difficoltà e ritardi nell’approvvigionamento e crescente complessità tecnica degli edifici stanno ridefinendo i parametri del mercato workplace, mentre la domanda di investimenti e progetti di riqualificazione degli uffici rimane solida in tutta l’area.
È quanto emerge dalla nuova Emea office fit-out cost guide 2026 di JLL, secondo cui l’aumento dei costi di costruzione non è uniforme nei diversi mercati Emea. Se alcune aree dell’Europa occidentale e settentrionale stanno beneficiando di una maggiore stabilizzazione inflattiva e di condizioni di gara più competitive, altri mercati — in particolare UK e Paesi del Golfo — continuano a registrare incrementi superiori alla media a causa di persistente carenza di competenze tecniche, maggiore dipendenza dalle importazioni e costi energetici elevati. Le tensioni geopolitiche internazionali continuano inoltre ad aumentare l’incertezza sui mercati energetici e delle materie prime, alimentando ulteriori pressioni sui costi anche nel corso del 2026.
A livello Emea, il costo medio di fit-out ha raggiunto circa 1.960 euro/m², con Regno Unito e Irlanda che si confermano i mercati più costosi, con circa 2.660 euro/m². L’Europa meridionale si attesta mediamente intorno a 1.810 euro/m², mentre la zona centro-orientale rimane su livelli inferiori, attorno a 1.700 euro/m².
Milano competitiva nel panorama europeo
In questo scenario, Milano continua a mantenere un posizionamento relativamente competitivo rispetto ai principali hub europei. Secondo il report, i costi di fit-out nel capoluogo lombardo partono da circa 1.580 euro/m² per configurazioni più essenziali e possono superare i 2.180 euro/m² per uffici ad alta complessità tecnologica ed elevati standard qualitativi. Per gli uffici corporate di fascia media, Milano si colloca intorno a 1.830-1.900 euro/m².
Cresce il peso di impianti e workplace technology
Secondo il report, il 73% dei mercati Emea prevede ulteriori aumenti dei costi di costruzione nei prossimi 12 mesi, mentre interruzioni della supply chain, instabilità geopolitica e carenza di competenze continueranno a influenzare procurement e delivery dei progetti.
Le componenti mechanical & electrical (M&E) e security, It & Av rappresentano oggi le categorie di costo a più rapida crescita nei progetti di fit-out, arrivando a incidere per oltre il 40% del budget complessivo a livello Emea. A pesare sono soprattutto supply chain sempre più complesse, lead time (tempi di approvvigionamento) superiori alle 40 settimane per apparecchiature specialistiche, volatilità del prezzo del rame e crescente domanda di smart building technology.
Anche in Italia il peso delle componenti impiantistiche e digitali continua ad aumentare, mentre le opere edili tradizionali incidono proporzionalmente meno rispetto al passato. “I progetti workplace stanno diventando molto più sofisticati rispetto al passato”, commenta Matteo Lavazza, head of project & development services di JLL Italia. “Le aziende richiedono oggi ambienti capaci di integrare efficienza energetica, flessibilità, dati, benessere e collaborazione. Questo rende sempre più importante anticipare le decisioni di procurement e allineare design, specifiche tecniche e delivery fin dalle prime fasi di progetto.”.
Il report di JLL sottolinea anche come il 58% dei mercati Emea segnali carenza di elettricisti e specialisti tecnici, con impatti diretti su costi e tempistiche di consegna.
Smart office, sostenibilità e pianificazione anticipata guidano la nuova domanda
Secondo il report, il 65% degli occupier corporate indica oggi la performance energetica al primo posto nelle strategie CRE, mentre il 42% considera prioritari gli obiettivi di decarbonizzazione e net zero. Costi energetici elevati e normative sempre più stringenti stanno trasformando ogni decisione di fit-out in una scelta strategica di efficienza energetica.
Anche in Italia cresce la domanda di uffici ad alte prestazioni. Sistemi impiantistici più efficienti, materiali a basso impatto carbonico e tecnologie smart building stanno diventando standard operativi in risposta a costi energetici elevati e pressioni normative crescenti.
“Oggi un ufficio efficiente non è più solo uno spazio fisico, ma una piattaforma integrata di dati, sostenibilità e smart building in grado di migliorare sia l’esperienza delle persone sia il valore dell’asset nel tempo. La vera sfida per il mercato italiano sarà rendere la sostenibilità sempre più misurabile e data-driven, trasformando gli edifici in asset capaci di produrre dati utili a ottimizzare consumi, costi operativi e valore nel tempo”, commenta Simona D’Oca, head of sustainability & development services di JLL Italia.
“La qualità percepita di uno spazio di lavoro dipende sempre meno dalle sole finiture e sempre più dalla sua capacità di integrare tecnologia, comfort ambientale e flessibilità”, aggiunge Jose Maria Casanova, managing director di Tétris Italia. “Per questo osserviamo una crescente attenzione verso layout modulari, materiali sostenibili e soluzioni progettuali capaci di evolvere nel tempo insieme alle esigenze organizzative delle aziende”.

