Il presidente nazionale di Fiaip Fabrizio Segalerba è intervento agli Stati generali degli affitti brevi organizzati da Aigab, Associazione italiana gestori affitti brevi affrontando le possibili conseguenze dell’Affordable housing act e richiamando la necessità di ampliare l’offerta abitativa. Al centro anche il futuro del patrimonio immobiliare italiano.
“Non possiamo pensare che le 500.000 abitazioni in affitto breve in Italia siano il problema per l’emergenza abitativa”, ha dichiarato il presidente Fiaip.
In merito all’Affordable housing act, riconoscendo le difficoltà di accesso alla casa e le criticità che gli affitti brevi possono determinare in alcune città, Segalerba ritiene che il problema sia soprattutto la carenza di abitazioni disponibili.
Occorre inoltre considerare la tipologia degli immobili destinati alle locazioni brevi, spesso monolocali e bilocali che non rispondono necessariamente alle esigenze delle famiglie. Né è scontato che eventuali limitazioni ne favoriscano il ritorno sul mercato residenziale a canoni accessibili.
Per il presidente di Fiaip, infatti, nelle città a forte attrattività internazionale come Firenze e Venezia, questi immobili potrebbero essere destinati a locazioni di maggiore durata, ma sempre a prezzi elevati.
Un altro aspetto evidenziato da Segalerba riguarda l’ipotesi di introdurre limitazioni che possano incidere anche sulla vendita delle abitazioni.
Restringere la platea dei potenziali acquirenti, spiega, rischia di comprimere i valori immobiliari, con conseguenze che potrebbero estendersi oltre i quartieri direttamente interessati.
“Questa situazione non si limiterà a quel quartiere che già verrà penalizzato, ma andrà a riverberarsi sull’intero mercato”, ha sottolineato, il presidente Fiaip, ricordando il peso della proprietà immobiliare nella ricchezza delle famiglie italiane.
Per Segalerba, la risposta può partire da un rafforzamento dell’edilizia residenziale pubblica, in un paese dove, secondo i dati richiamati dal presidente, un milione e mezzo di famiglie incontra difficoltà nell’accesso alla casa.
Tra gli interventi necessari, anche una revisione della legge 431/98, maggiore spazio ai contratti a canone concordato e un aggiornamento degli accordi territoriali, ai quali Fiaip chiede di poter contribuire attraverso la figura dell’agente immobiliare come consulente tecnico.
“Noi crediamo che sia necessario un piano strutturale da qua ai prossimi almeno dieci anni”, ha affermato Segalerba e, in merito al Piano casa, il presdiente Fiaip ha dichiarato: “Oggi credo che si debba avere il coraggio e la forza di fare decisamente di più, perché il paese è in emergenza”.
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