“inCittà” – Spazi che cambiano, economie urbane che crescono, a Bari il secondo appuntamento

Data:

Dopo la prima edizione svoltasi a Bologna nel 2025, quest’anno il secondo appuntamento annuale del forum “inCittà – Spazi che cambiano, economie urbane che crescono di Confcommercio si è svolto a Bari il 29 e il 30 ottobre scorsi. Due giorni di incontri, con panel di alto livello che hanno offerto spunti molto interessanti per riflettere sul ruolo delle città, della rigenerazione urbana, dell’economia di prossimità e del contrasto alla desertificazione commerciale. Tutti temi molto cari a FIMAA MiLoMB che ha chiesto ai referenti del Centro Studi di Confcommercio MiLoMB un aggiornamento sui lavori svolti. Ecco quanto emerso. 

Proprio il tema della desertificazione commerciale risulta essere al momento una delle questioni più rilevanti sulle quali intervenire (i dati parlano di 156mila negozi di vicinato persi tra il 2012 e il 2025). Dalle analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio nazionale al momento tendono a soffrire maggiormente le città medie, rispetto alle grandi città.   

Confcommercio – grazie al progetto Cities – ha elaborato un vero e proprio piano d’azione con cinque aree tematiche su cui concentrarsi: gestione degli spazi sfitti, analisi dei dati, interventi sugli spazi pubblici, vitalità economica, logistica urbana.
 
Le azioni proposte sono molto concrete e pensate per coinvolgere, oltre alle Amministrazioni Comunali, i principali attori economici, politici e sociali attivi nelle nostre città.

Per quanto riguarda le dinamiche immobiliari, la prima iniziativa su cui si può continuare a insistere è quella della limitazione al cambio di destinazione d’uso, un tema già segnalato anche da FIMAA MiLoMB con un intervento del presidente Marco Zanardi che aveva dichiarato che “si tratta di un trend che va al passo con le mutazioni urbane che in linea generale caratterizzano le grandi città, ma rappresenta una dinamica che va governata con visione e con coscienza, proprio per evitare ripercussioni sul piano sociale, demografico e commerciale”. 

Serve dunque una legislazione negli strumenti di pianificazione comunale che punti a preservare il mix funzionale urbano dell’offerta commerciale e che garantisca un presidio civico diffuso. Il piano strada ha un valore pubblico e privato che va tutelato, il rischio di vedere sempre più “quartieri dormitorio” senza servizi è molto concreto se non verrà invertita la rotta. In merito alla gestione degli spazi sfitti, Cities dedica un ampio ventaglio di proposte che si possono mettere a terra. È stato proposto di creare la figura del “manager degli sfitti”, una nuova figura professionale che si occupi di gestire l’intero processo di riattivazione dei locali, dal censimento degli sfitti al coinvolgimento dei proprietari degli immobili, fino alla selezione degli imprenditori interessati con un supporto nelle fasi di avvio dell’attività. Si potrà lavorare anche sul livello fiscale, con la proposta di riduzione dell’Imu per i proprietari che condividano il beneficio fiscale con gli imprenditori locatari, oltre all’azzeramento dei diritti per le pratiche Suap e l’occupazione di suolo agevolata. Sono state proposte poi varie azioni per usi temporanei e sperimentali degli spazi sfitti, come la promozione di pop-up store, laboratori, servizi di quartiere e spazi socioculturali per provare a mantenere una vitalità economica e a sperimentare nuove forme di utilizzo. A questo proposito un tentativo da fare potrà riguardare anche la condivisione di un negozio tra più imprenditori, abbattendo i costi fissi e riattivando i locali sfitti nelle aree dove vi è bassa domanda. 

Un dato interessante che è emerso nella due giorni di convegno riguarda la proprietà degli immobili sul piano strada: oggi in Italia circa il 65% dei commercianti non è proprietario dei locali dove svolge la propria attività. Anche per questo motivo Confcommercio chiede al Governo di istituire un fondo nazionale dedicato alle Amministrazioni Comunali che vogliano valorizzare gli esercizi di vicinato: la proposta è quella di un fondo strategico multi-partner (Comune, Camera di Commercio, fondazioni bancarie) per sostenere le nuove imprese con incentivi all’avvio, l’abbattimento dei canoni di locazione e l’accesso al microcredito. Si potranno inoltre sperimentare contratti a canone progressivo, una formula innovativa che prevede condizioni di ingresso agevolate e affitti parametrati all’effettiva sostenibilità del business. Per ciò che concerne i canoni di locazione, la posizione di Confcommercio sulla cedolare secca è emersa chiaramente durante l’appuntamento barese: la norma è stata giudicata positivamente, allo stesso tempo si è chiesto però che il vantaggio fiscale non vada soltanto ai proprietari degli immobili ma anche ai commercianti che pagano l’affitto. 

Dal palco della kermesse di Bari, il Presidente Confcommercio Carlo Sangalli ha annunciato che il prossimo 16 novembre ci sarà un’iniziativa fortemente significativa in occasione della quale verranno consegnate ai Sindaci di tutta Italia le “chiavi dei negozi”. La consegna simbolica delle chiavi servirà per ribadire tre concetti: riaprire i negozi chiusi, mantenere sul mercato quelli attivi e aprire nuovi negozi sul territorio. Dall’ultimo Rapporto Censis è emerso come l’87% degli italiani preferisca vivere dove c’è la presenza di negozi di vicinato; il commercio locale è quindi un importante attore urbano e anche per questo motivo la lotta alla desertificazione commerciale è una questione non solo economica ma anche sociale, da fronteggiare con tutti gli strumenti a disposizione.

Già tempo fa, in occasione dell’evento Confcommercio “Legalità, ci piace!” la desertificazione commerciale era stata annoverata tra i mali delle città anche per quanto concerne la sicurezza, equiparata a scippi e borseggi, atti vandalici, furti, abusivismo. 

“Le attività commerciali possono consolidare e preservare l’identità di un quartiere così come possono modificarla anche radicalmente e, ovviamente, possono svilupparsi in conseguenza a come certi quartieri cambiano per insediamento di nuovi “utilizzatori”: un sistema che si condiziona a due vie” afferma Beatrice Zanolini, Direttore FIMAA MiLoMB. 

Come ha giustamente ricordato nel suo intervento a Bari il sociologo dell’Università Cattolica Mauro Magatti “sta insieme solo quello di cui ci prendiamo cura insieme”, per dire che oggi, più che mai, servono alleanze tra gli attori politici, istituzionali e sociali delle città per raggiungere degli obiettivi comuni. Confcommercio è pronta a fare la sua parte come sempre e FIMAA MiLoMB mette a sistema le competenze professionali e la voce dei Mediatori, conoscitori del mercato e delle sue dinamiche, come contributo essenziale ai tavoli istituzionali di lavoro e di progettazione delle strategie di governo delle città. 
 
 di Carlo Vitti – Centro Studi Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui
Captcha verification failed!
Punteggio utente captcha non riuscito. Ci contatti per favore!

Ultimi articoli

Related articles

Delfino Willkie Farr & Gallagher LLP assiste Experimental Group nell’apertura di Experimental Roma

Lo Studio Legale Delfino e Associati Willkie Farr & Gallagher LLP ha assistito Experimental Group nell'apertura di Experimental...

A Milano aggiornati i valori dei diritti edificatori perequativi e delle monetizzazioni

Con deliberazione della Giunta comunale n. 1377 del 23 ottobre 2026, pubblicata all'Albo pretorio il successivo 26 ottobre,...

Residenziale di pregio in Liguria: acquisti esteri e quotazioni in crescita

Secondo un’analisi diffusa da BRB S.p.A. Società Benefit, il mercato residenziale della Liguria evidenzia un incremento della domanda...

Gibeon avvia progetto per convertire un’ex fabbrica di Milano in mix di microliving e hospitality

Nasce nel Certosa District di Milano Nomad Factory Living, progetto di rigenerazione immobiliare che trasforma gli spazi di via...