mercoledì, Settembre 16, 2026

Inizia la nuova stagione del residenziale per lavoratori

Data:

Share post:

Seppur in punta di piedi, il residenziale per lavoratori è entrato a far parte delle politiche abitative di alcuni attori pubblici e aziende private. I numeri sono ancora modesti per un fenomeno che può assumere, da una parte, una forma stabile, con case affittate ai lavoratori a canoni vantaggiosi e la possibilità di riscatto, e, dall’altra, una forma stagionale, con alloggi disponibili per la durata della prestazione lavorativa.

Tutto, comunque, parte dai numeri. Ci sono quelli europei dei prezzi delle case aumentati del 65% in dieci anni (‘15-’25) e degli affitti cresciuti del 21% e quelli italiani dei salari reali inferiori del 3% nel 2025 rispetto al 2019.

Di certo non basta questo a spiegare l’emergenza abitativa che ha spinto l’Ue a pubblicare il contestato Affordable housing act, perché è doveroso almeno accennare alla carenza sistemica di alloggi e alla presenza di migliaia di case abbandonate e che richiedono forti ristrutturazioni per tornare abitabili. 

Ma siccome acquisto, affitto e ristrutturazione si pagano solitamente con lo stipendio, se questo non basta il meccanismo si inceppa e i lavoratori non possono acquistare, affittare e nemmeno comprare ‘bene’ una casa da ristrutturare, perché mancano i soldi per farlo e gli incentivi statali sono insufficienti.

È la zona grigia di popolazione che lavora ma non può permettersi una casa, ed è la principale destinataria delle politiche abitative dedicate ai lavoratori.

Questo non è di certo qualcosa di nuovo, anzi, perché a distanza di anni sembra di assistere alla seconda stagione di una serie tv o al secondo capitolo di un film importante. 

La mente infatti corre alla Olivetti e alle case per i dipendenti, 1213 alloggi costruiti direttamente o in collaborazione con enti pubblici di cui 973 a Ivrea  tra il 1926 e il 197. Le abitazioni erano concesse in affitto o a riscatto a condizioni vantaggiose rispetto ai prezzi di mercato e la selezione dei dipendenti era affidata a una commissione formata dal consiglio di gestione e dai rappresentanti degli enti aziendali, sulla base di criteri quali reddito, condizioni familiari e anzianità aziendale.

E poi la Lanerossi a Vicenza, con la costruzione di quartieri operai nei paesi dove c’erano gli stabilimenti, guidati dal sistema ‘dalla culla alla tomba’, quindi case in affitto con riscatto ma anche asili, servizi di igiene, svago e fede a pochi passi da casa.

È curioso pensare che questi modelli nati a fine ottocento e sviluppati nel novecento siano stati progressivamente abbandonati perché i lavoratori a un certo punto hanno potuto comprarsi la casa in autonomia. Ma ora i dati mostrano che si fa fatica a farlo, eccome, ecco perché si sta ragionando se valga la pena girare il secondo capitolo del residenziale per lavoratori a oltre un secolo dalla sua nascita.

C’è comunque c’è chi l’ha fatto e si può partire dal Comune di Milano con il progetto Casa ai lavoratori.

Il 28 aprile 2026 è stato pubblicato l’avviso relativo alla seconda edizione del progetto, con 110 alloggi pubblici messi a disposizione da palazzo Marino. Casa ai lavoratori è stato avviato per la prima volta nel 2023 con l’obiettivo di offrire soluzioni abitative in locazione a canone calmierato per venire incontro alle esigenze dei lavoratori che fanno fatica a restare nel mercato privato degli affitti.

Gli avvisi si rivolgono a soggetti pubblici e privati, enti del Terzo settore, associazioni di categoria e raggruppamenti formati anche dai lavoratori interessati alla riqualificazione e alla gestione a canoni calmierati degli alloggi pubblici appartenenti al patrimonio edilizio comunale.

Il primo avviso del progetto Casa ai lavoratori ha assegnato 180 alloggi pubblici comunali a tre realtà, dei quali 30 alla Fondazione AEM del Gruppo A2A, 30 alla Fondazione ATM e 120 alla cooperativa sociale Il Melograno. Sono attualmente in corso le consegne degli oltre 150 alloggi a oggi riqualificati.

Questa non è una parentesi italiana, perché un’esperienza analoga arriva da Berlino, dove il Land interviene direttamente anche in qualità di datore di lavoro. La società immobiliare pubblica Berlinovo affitta attualmente circa 5.500 unità abitative ai dipendenti del Land. Nel 2024 Berlino ha programmato la realizzazione o l’acquisizione di altri 1.000 appartamenti nell’arco di quattro anni, con l’obiettivo di offrire abitazioni accessibili ai dipendenti pubblici e rendere il settore pubblico più competitivo nella ricerca di personale qualificato.

Anche Cassa Depositi e Prestiti sta compiendo un passo verso questa idea con il service housing. Una delle chiavi dello studio è che l’accessibilità alla casa rappresenta un’emergenza e già nel 2022 circa il 9% della popolazione europea spendeva più del 40% del proprio reddito disponibile per l’abitazione.

Il service housing vuole quindi favorire la mobilità lavorativa nelle aree caratterizzate da un’alta pressione abitativa e da un forte bisogno di forza lavoro, riducendo gli squilibri esistenti. Per stimare il fabbisogno territoriale di service housing, CDP ha elaborato anche un indice del fabbisogno di alloggi per lavoratori, costruito per ciascuna provincia sulla base di due determinanti chiave, delle quali la prima è l’accessibilità abitativa e la seconda è la domanda di lavoratori provenienti da altre province.

Il progetto può andare avanti, secondo Cassa Depositi e Prestiti, attraverso il coinvolgimento di investitori istituzionali pazienti che possano agire secondo un modello di finanziamento indiretto, quindi tramite fondi di fondi, oppure attraverso operazioni di partenariato pubblico-privato. Si possono introdurre soluzioni abitative ibride, con diversi target di utenza e differenti orizzonti temporali, che possono favorire le iniziative, garantire la sostenibilità economico-finanziaria e creare progetti scalabili a livello nazionale.

Parallelamente anche le aziende private si stanno muovendo su questo fronte. Edison ha lanciato nel 2024 Una casa per i giovani, un piano di company social housing per i neolaureati.

Il piano si rivolge ai neolaureati che non hanno un alloggio diverso da quello del proprio nucleo familiare di origine e offre loro la possibilità di affittare un bilocale arredato situato in una zona che si trova entro mezz’ora dalla sede di lavoro ed è collegata con i mezzi pubblici.

Un partner esterno specializzato nelle locazioni immobiliari si occupa di ricercare e identificare l’immobile e di gestire contrattualmente la locazione abitativa e le utenze connesse. Al giovane è richiesto un contributo mensile che, considerate anche le utenze a suo carico, viene ritenuto sostenibile perché non supera un terzo della retribuzione netta mensile, secondo il principio per cui non più di un terzo della retribuzione dovrebbe essere destinato alla casa.

La quota di affitto che il giovane si trova a sostenere è sensibilmente inferiore al prezzo medio di mercato per la tipologia di abitazione proposta e il progetto è valido per tutte le sedi Edison sul territorio nazionale.

Il nodo dei lavoratori stagionali

Un altro problema che tocca da vicino i lavoratori italiani, sebbene non riguardi una casa per sempre, è quello della ricerca stagionale di un alloggio per chi opera nel turismo e non solo. Si pensi agli insegnanti e alle notizie riportate dalla stampa sulla difficoltà di accettare incarichi in città nelle quali le retribuzioni non coprono il costo della vita.

Con uno stipendio di circa 1.480 euro al mese e affitti che possono andare dai 500 agli 800 euro, ai quali si aggiungono le altre spese, molti insegnanti non riescono a sostenere il trasferimento e in diverse regioni d’Italia sono state quindi registrate rinunce agli incarichi, anche a tempo indeterminato.

E poi c’è il turismo, la stagionalità e la difficoltà di chi lavora di trovare una casa per la stagione. ma gli operatori dell’hospitality lamentano una carenza di manodopera che, a sua volta, ha bisogno di soggiornare nelle località dove lavora. Questo queste sono stressate e mancano appartamenti, anche al lavoratore stagionale si fa due conti in tassca per capire la convenienza del lavoro.

Una soluzione arriva da ciò che è stato fatto dalla catena alberghiera Meliá, che ha acquisito un ex ostello sull’isola di Minorca e sta valutando altre acquisizioni a Ibiza, Maiorca, nelle isole Canarie e nella Spagna continentale (Fonte reuters). Questa soluzione permette di avere a disposizione i lavoratori in un periodo nel quale anche il personale stagionale è sempre più difficile da trovare.

L’Italia però non è rimasta a guardare, perché il Ministero del Turismo, con un decreto del novembre 2025, ha individuato i costi ammissibili, i beneficiari e i criteri per sostenere gli operatori del comparto turistico-ricettivo attraverso soluzioni abitative a condizioni agevolate per i lavoratori del settore, il cosiddetto programma Staff House.

Le risorse ammontano a 66 milioni di euro, suddivisi in 22 milioni per ciascuno degli anni 2025, 2026 e 2027. Le agevolazioni sono destinate a imprese di qualsiasi dimensione e sono concesse sotto forma di contributo di parte corrente per un periodo compreso tra cinque e dieci anni.

Che arrivi da affitti calmierati, canoni sostenibili con possibilità di riscatto o altre forme di sostegno, l’aiuto alla casa per chi lavora potrebbe centrare diversi obiettivi con un solo colpo.

Ridurre l’emergenza abitativa, riqualificare il patrimonio esistente, diminuire le emissioni legate al traffico e favorire la ricerca di personale, difficoltà lamentata da molte aziende, sono obiettivi rilevanti che, affrontati singolarmente, richiederebbero fondi corposi.

Difficilmente, però, il sostegno può essere soltanto privato. Più realistico è l’intervento delle istituzioni pubbliche che, come è accaduto con il Comune di Milano, possono mettere a disposizione gli immobili o introdurre forme di detassazione rivolte a una platea precisa, quella dei lavoratori che nel 2026, pur avendo un impiego, non possono permettersi di avere un tetto sopra la testa.

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui
Captcha verification failed!
Punteggio utente captcha non riuscito. Ci contatti per favore!

Ultimi articoli

Related articles

Savills Im Sgr entra nel mercato dei finanziamenti immobiliari italiano, Giovanni Trespidi alla guida

Savills Im Sgr entra nel mercato dei finanziamenti immobiliari italiano dopo avere ricevuto l'autorizzazione da Banca d'Italia per...

Marcello Zanfi nuovo head of high street leasing di Savills

Savills rafforza la propria piattaforma retail in Italia con l'ingresso di Marcello Zanfi, nominato head of high street...

Knight Frank: il mercato delle branded residence verso quota 1.000 nel mondo

Nel corso del 2026 il mercato globale delle branded residence — gli immobili residenziali di lusso associati a...

Un progetto per il 2081: Ruralia, comunità, natura, tecnologia

E se il futuro non si progettasse nelle metropoli, ma in sette borghi toscani spopolati? Questa la domanda...