Il (micro) nido sull’albero: l’architettura come gioco

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Lo studio facchinelli daboit saviane (Gianluca Facchinelli, Celeste Da Boit e Giada Saviane) è stato premiato come “Giovane Talento dell’Architettura italiana” 2025 per il progetto della Nuova Scuola Secondaria di Primo Grado a Puos d’Alpago BZ dopo aver ottenuto anche la vittoria nella XIX edizione del Premio Architettura Città di Oderzo.

La loro particolare attenzione agli spazi condivisi, intesi come luoghi di relazione e appartenenza, che si tratti di una famiglia o di una comunità, disegna oggi un nuovo intervento con gli “innesti” per l’infanzia a Pedavena BL.

Il complesso scolastico esistente è costituito da più blocchi interconnessi e caratterizzati da una logica compositiva funzionalista, con ambienti rettangolari che seguono una precisa griglia strutturale. Per liberare i nuovi spazi dal contesto esistente, rigido e ortogonale, la strategia progettuale applicata si è concentrata sull’introduzione di alcuni elementi dalla forma organica, che determinano luoghi e forme dall’aspetto dinamico.

Gli interventi condividono il punto di partenza compositivo, ovvero la volontà di valorizzare e relazionarsi con il verde presente nel contesto: il progetto per il nuovo giardino della scuola dell’infanzia lavora infatti su una singola linea costruita, che a partire dall’uscita della scuola, risale il pendio e disegna ambiti e pertinenze, organizzando lo spazio. Ogni flessione del percorso è motivata dalla presenza degli alberi esistenti o da giustificati episodi funzionali, quali l’accesso principale esterno verso nord-ovest e le aree gioco. Grazie al dislivello naturale del terreno, nel tratto finale il sentiero di calcestruzzo diventa una panca lineare che racchiude lo spazio in un gesto continuo e definisce un piccolo teatro all’aperto, per attività informali o momenti di incontro.

L’architettura introduce nell’area la nuova funzione di micro-nido attraverso la ristrutturazione, con ampliamento, dell’ex casa del custode: una composizione di poche forme e una casetta, destinata a sala pranzo, che si inserisce tra gli alberi esistenti, affacciandosi sulle loro chiome all’altezza del primo piano. Piccoli elementi decorativi, come la mangiatoia per uccellini a ridosso di una delle finestre del nuovo volume, consentono di trattare l’edificio stesso come elemento di gioco e come strumento educativo (foto Gustav Willeit).

di Danilo Premoli – Office Observer
Archivio Architettura
 

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