Studio Simonetti e Progetto Cmr firmano la riqualificazione della Residenza del Cardinale

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Un edificio storico situato nel centro di Milano è stato riqualificato per ospitare la Residenza del Cardinale, Meliá Collection, grazie all’intervento di rigenerazione curato dallo Studio Simonetti e da Progetto CMR.

L’immobile di circa 2.500 metri quadrati, ubicato nel cuore del distretto delle 5 Vie nei pressi dell’antico foro milanese e a pochi passi dalla Pinacoteca Ambrosiana, è così passato dalla precedente destinazione a residenze private ed attività commerciali a una struttura ricettiva d’alta gamma inserita nella selezione The Meliá Collection.

La riqualificazione edilizia ha interessato l’intero complesso, sviluppato su cinque piani. La nuova configurazione prevede 28 camere e suite, tra cui 3 Penthouse dotate di terrazzo privato, caratterizzate da un’impostazione classico-contemporanea. Il progetto di architettura degli interni e di tutti gli arredi è stato firmato dallo Studio Simonetti, mentre Progetto CMR ha gestito la progettazione integrata dell’intervento e la direzione lavori, collaborando con la società InFire per gli aspetti di fire safety engineering.

Al piano terra il progetto integra un bar con affaccio tra via Cardinal Federico e piazza Pio XI e un ristorante gourmet affacciato sul dehors della corte interna. Quest’ultima, elemento caratteristico dell’architettura storica milanese, è stata riportata alla conformazione originaria eliminando le superfetazioni stratificate nel tempo. Lo spazio esterno è stato arricchito con pareti in verde verticale, un gazebo e un’area lounge a servizio della struttura.

La trasformazione dell’immobile ha richiesto l’armonizzazione di corpi di fabbrica realizzati in epoche diverse, caratterizzati da dislivelli interni e assetti distributivi non più funzionali alla nuova destinazione d’uso. L’intervento ha ridefinito il sistema dei collegamenti verticali, la distribuzione degli spazi interni, le aree comuni quali reception, lobby e servizi, oltre al recupero delle coperture.

Dal punto di vista dell’involucro edilizio, i prospetti sono stati oggetto di un restauro conservativo affiancato da inserimenti contemporanei. La facciata mantiene l’intonaco Giallo Milano, tipico del tessuto storico dei Nuclei di Antica Formazione (NAF). La metodologia adottata ha visto il dialogo sinergico tra architettura, strutture, impianti, sostenibilità e interior design, garantendo adeguamento strutturale, sicurezza e resilienza.

Sul fronte della sostenibilità, le opere di isolamento termico e la sostituzione dei serramenti sono state eseguite preservando modanature, colori e caratteri architettonici originari. Il rinnovo degli impianti di climatizzazione comprende l’impiego della geotermia per contenere i consumi.

I dati prestazionali indicano il passaggio dell’edificio dalla classe energetica C alla classe A3, con una riduzione del fabbisogno energetico di circa il 50%. L’intervento è stato inoltre sviluppato per conseguire la certificazione Leed Gold secondo il protocollo Hospitality.
Le dichiarazioni dei progettisti

Massimo Simonetti, fondatore e ceo dello Studio Simonetti, ha illustrato il concetto guida dell’interior design: “Il passaggio da residenza privata a una soluzione di camere e suite adibite all’accoglienza di viaggiatori internazionali è stato concepito come una trasformazione silenziosa. L’intervento nasce nel rispetto dell’anima di un palazzo storico, dove gli interni frammentati in appartamenti hanno ritrovato una nuova unità narrativa. Abbiamo curato la metamorfosi completa: dalla ridistribuzione degli spazi al disegno di ogni dettaglio architettonico, dalle finiture materiche alla selezione finale di ogni arredo. Niente è lasciato al caso – ogni ambiente, ogni luce, ogni tessuto racconta la volontà di far dialogare la memoria del luogo con un’ospitalità contemporanea, colta e intima. Non un restauro nostalgico, ma una riattivazione culturale. Ho lavorato per restituire leggibilità alle proporzioni originarie, riscoprendo altezze, assialità e sequenze di stanze che gli appartamenti avevano negato. Dove c’era frammentazione, ho reintrodotto fluidità. Dove c’era superfetazione, ho liberato spazio. L’arredo non è decorazione aggiunta, è la conclusione naturale del percorso spaziale. Ogni pezzo è stato scelto o disegnato per appartenere al luogo, per creare una continuità tra contenitore e contenuto. Più che una semplice ristrutturazione, questa è la trasformazione in un luogo dell’ospitalità che conserva l’intimità di una casa. Un intervento dove il lusso non è ostentazione, ma è la qualità dello spazio, il silenzio dei materiali e la coerenza di un pensiero che va dal generale al dettaglio più minuto.”

Massimo Roj, ceo e founding partner di Progetto CMR, ha commentato il valore urbano dell’operazione: “Ogni edificio storico rappresenta un patrimonio da preservare, ma anche una straordinaria opportunità per costruire il futuro delle città. Con questo progetto abbiamo restituito nuova vita a un luogo di grande valore, rispettandone il carattere e reinterpretandolo attraverso un linguaggio contemporaneo, attento al benessere delle persone, all’efficienza e alla qualità dell’esperienza. Per noi la rigenerazione significa proprio questo: dare continuità alla storia, non limitarci a conservarla.”

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