La Fondazione Inarcassa, che rappresenta circa 180.000 ingegneri e architetti liberi professionisti, contesta il bando di gara da 262,8 milioni di euro pubblicato dall’Agenzia del Demanio per i servizi di ingegneria e architettura. La procedura, basata su accordi quadro triennali, si suddivide in soli quattro lotti, tra cui un maxi-lotto da 216 milioni di euro, pari all’82% dell’intero valore.
Secondo il presidente Felice De Luca, questa impostazione esclude le piccole strutture professionali a favore dei grandi gruppi e delle multinazionali. De Luca sottolinea che i servizi intellettuali richiedono soluzioni uniche e connesse al territorio, non compatibili con logiche di scala industriale.
Inoltre, dall’analisi tecnica emerge una carenza di informazioni essenziali come tempi, luoghi e oggetti edilizi o urbanistici degli interventi. Di conseguenza, i professionisti si trovano a formulare offerte su prestazioni del tutto indeterminate. La Fondazione chiede quindi l’avvio urgente di un tavolo di confronto per modificare il bando o, in alternativa, ottenerne il ritiro, a tutela dell’autonomia e dell’equo compenso professionale.


