Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, è intervenuto agli Stati generali degli affitti brevi, evento organizzato da Aigab, Associazione italiana gestori affitti brevi a Milano. Al centro del suo intervento la difesa della proprietà privata, le normative europee, la cedolare secca e il piano casa.
Il governo italiano intende opporsi alle restrizioni europee sugli affitti brevi, difendere il diritto dei proprietari di mettere a reddito i propri immobili e favorire il ritorno sul mercato delle abitazioni inutilizzate. È quanto ha ribadito Salvini in dialogo con Marco Celani, presidente Aigab.
Salvini ha affrontato i principali temi che interessano il comparto, soffermandosi sulle politiche abitative, sulla fiscalità e sulle iniziative legislative del governo.
Affitti brevi, l’opposizione alle restrizioni europee
Il ministro ha espresso una posizione netta rispetto alle iniziative europee per regolamentare il mercato degli affitti brevi.
“Essere capofila come governo italiano e noi come ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che abbiamo la delega sulla casa, del blocco assoluto a oltranza con ogni mezzo lecito necessario del regolamento europeo sugli affitti brevi”, ha dichiarato Salvini, sostenendo che le misure prospettate rappresenterebbero una “legittimazione dell’esproprio”.
Il ministro ha poi contestato la narrazione che attribuisce agli affitti brevi la responsabilità dell‘aumento dei costi abitativi nelle grandi città.
“C’è una narrazione secondo la quale, se c’è un problema di caro affitti nel centro di Milano, la colpa sarebbe degli affitti brevi, piuttosto che di una politica edilizia e urbanistica degli ultimi vent’anni che tende a espellere i milanesi da Milano, a prescindere dagli affitti brevi. Cosa si può fare? Mettere sul mercato nuove case per smontare questa narrazione”.
Piano casa, 60.000 alloggi pubblici da recuperare
Tra le risposte individuate dal governo, Salvini ha richiamato il nuovo Piano casa, articolato in due pilastri.
“Ci sono 60.000 case pubbliche vuote da risistemare, con un investimento medio tra i 25.000 e i 30.000 euro per appartamento, da cominciare a riassegnare già dalla prossima primavera.
Poi c’è il pilastro privato. Abbiamo nominato ad agosto l’ingegnere Pellegrini, che lavora con i grandi gruppi per investimenti superiori al miliardo.
Questo riguarda la residenza libera, l’affitto libero e l’acquisto sul libero mercato. Però una quota degli immobili costruiti, sui quali concediamo velocizzazioni e sburocratizzazioni, dovrà essere messa sul mercato a prezzi inferiori del 30% rispetto a quelli di mercato, sia per l’affitto sia per l’acquisto.
Quindi, pilastro pubblico per le famiglie più in difficoltà e pilastro libero per le famiglie che non sono abbastanza in difficoltà da entrare in graduatoria, ma non sono neppure abbastanza capienti da potersi permettersi il mattone su Milano”.
Cedolare secca e occupazioni abusive, gli impegni del ministro
Sul fronte fiscale, Salvini ha richiamato il confronto in corso sulla legge di bilancio, confermando la volontà di evitare nuovi interventi penalizzanti per il settore.
“Il meglio sarebbe aggiungere qualcosa di positivo come la cedolare secca anche sugli immobili che vi interessano. Quantomeno mi impegno a limitare i danni”, ha affermato.
Il ministro ha poi ribadito l’impegno a estendere le procedure di sgombero rapido degli immobili occupati abusivamente anche alle seconde e terze case.
“Non è che occupare la seconda casa sia meno reato di occupare la prima casa”, ha osservato, spiegando di aver chiesto al gruppo parlamentare della Lega di inserire la misura in un emendamento al decreto sicurezza.
Gli affitti brevi non sono concorrenti degli alberghi
Un altro passaggio dell’intervento ha riguardato il rapporto tra locazioni brevi e ricettività alberghiera.
“Voi non siete in competizione col mondo alberghiero, soddisfate due fasce diverse”, ha affermato Salvini, sottolineando come le due forme di ospitalità rispondano a esigenze e tipologie di clientela differenti.
Secondo il ministro, le locazioni brevi contribuiscono inoltre a valorizzare un patrimonio immobiliare che rischierebbe altrimenti di rimanere inutilizzato, soprattutto nei centri storici e nei piccoli borghi.
Il tema riguarda anche gli immobili ereditati, che per molti proprietari rappresentano oggi un onere economico, a causa dei costi di mantenimento e della tassazione sulle seconde case.
“Tutti gli amministratori pubblici di destra e di sinistra dovrebbero solo agevolare la rimessa sul mercato di immobili che altrimenti rischiano di desertificare i centri storici e i borghi”, ha sottolineato.
In chiusura, Salvini ha ribadito il valore economico dell’iniziativa privata e del comparto degli affitti brevi.



