La domanda di lavoro legata allo sviluppo immobiliare e infrastrutturale dei data center registra un’accelerazione nei principali Paesi europei, muovendosi in controtendenza rispetto alla contrazione generale del comparto tecnologico. Secondo un’analisi del centro studi Indeed Hiring Lab condotta su dieci mercati europei, le offerte di lavoro per strutture di elaborazione e archiviazione dati si attestano sopra i livelli pre-pandemici in tutti i Paesi esaminati. Il fenomeno è sostenuto da investimenti stimati in 176 miliardi di euro nei prossimi cinque anni a livello continentale e dalle politiche dell’Unione Europea, tra cui la proposta del Cloud and AI Development Act avanzata dalla Commissione europea con l’obiettivo di triplicare la capacità dei centri dati in cinque-sette anni.
I dati indicano dinamiche territoriali marcate. In Italia, ad agosto 2026, gli annunci di lavoro del settore hanno raggiunto quasi 2,5 volte i valori del periodo pre-pandemia, spinti dall’avvio dei cantieri per nuove strutture nell’area metropolitana di Milano tra la primavera e l’estate. In Spagna, l’incremento è legato al piano di investimento di Amazon da 33,7 miliardi di euro nella comunità autonoma di Aragona, dove l’8,1% delle offerte di lavoro totali menziona i data center. In Irlanda, la quota di annunci ha toccato il 4,9% ad agosto 2026, favorita dalla fine della moratoria di fatto sulle connessioni alla rete elettrica intorno a Dublino.
Sotto il profilo della localizzazione immobiliare, le grandi aree metropolitane concentrano tuttora la quota maggiore di posizioni aperte sul totale europeo: l’ÃŽle-de-France (Parigi) ne raccoglie l’8,8% e Londra l’8,3%, seguite dai Land tedeschi della Renania Settentrionale-Vestfalia e dell’Assia (11,4% combinato). Tuttavia, i vincoli relativi alla disponibilità del terreno e ai costi dell’energia elettrica stanno orientando i progetti verso aree regionali periferiche o dotate di capacità di rete residua da fonti rinnovabili.
Per quanto riguarda i profili professionali, tra il 50% e il 60% degli annunci in ciascun Paese si concentra su cinque categorie: infrastruttura IT e supporto, sviluppo software, gestione, installazione e manutenzione, e project management. I datori di lavoro riconoscono una maggiorazione retributiva per le mansioni legate ai data center rispetto alle stesse figure impiegate in altri ambiti: in 28 coppie paese-occupazione su 29 analizzate si evidenzia un premio salariale. Il differenziale più marcato riguarda il personale operativo di impianto (installazione e manutenzione), con premi retributivi compresi tra il +11% nel Regno Unito e il +50% in Italia.
Di pari passo con la crescita dei posti di lavoro disponibili aumenta l’interesse dei candidati: la quota di ricerche di impiego dedicate ai centri dati su Indeed in Italia, Spagna e Polonia è triplicata rispetto ad agosto 2024. Resta tuttavia da verificare la capacità del settore di generare occupazione stabile e duratura a lungo termine, una volta terminata la fase di costruzione e sviluppo dei cantieri.
Sul fronte retributivo, le analisi evidenziano un diffuso premio salariale (wage premium) riconosciuto ai lavoratori impiegati nello sviluppo e nella gestione dei data center rispetto alle medesime mansioni svolte in altri settori. Su 29 coppie Paese-occupazione monitorate nei mercati europei, ben 28 mostrano retribuzioni proposte superiori per le posizioni legate ai centri dati, con l’unica eccezione marginale dell’infrastruttura IT in Francia (-1%).
I premi più consistenti si concentrano sulle figure operative di cantiere e impianto (installazione e manutenzione), con maggiorazioni che variano dal +11% nel Regno Unito fino al +50% in Italia. Valori rilevanti si riscontrano anche per i profili gestionali (management e project management), per i quali si osservano i divari salariali più ampi in Italia e nel Regno Unito. I ruoli dedicati allo sviluppo software registrano invece i premi più contenuti, compresi tra il +1% in Germania e il +23% in Italia.



