Nei primi 9 mesi del 2026 investiti 580 mln in data center, ma le sfide…

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L’interesse per il comparto dei data center passa anche attraverso gli investimenti, che nei primi nove mesi del 2026 hanno raggiunto circa 580 milioni di euro, secondo le rilevazioni di Dils. 

La domanda di capacità di calcolo, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e la diffusione dei servizi cloud sostengono l’interesse degli investitori in un mercato nel quale il valore degli asset non si misura più solamente in metri quadrati, ma anche attraverso la disponibilità energetica, le connessioni alla rete e le prospettive di sviluppo delle infrastrutture digitali nel loro insieme.

Prospettive che trovano conferma nei dati dell’Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano, secondo il quale nel triennio 2026-2028 sono stati annunciati 83 nuovi progetti infrastrutturali da 30 aziende, per un valore potenziale di 25,4 miliardi di euro.

Il punto, ora, è confrontare gli investimenti effettivamente realizzati con la dimensione della pipeline, tanto che nel triennio 2023-2025 i 7,1 miliardi di euro investiti hanno rappresentato solamente il 68% dei 10,5 miliardi inizialmente previsti. 

E proprio qui entrano in gioco le sfide di questo comparto, fatte di norme, scelta del luogo, disponibilità di energia e impatto ambientale.

Stime precise sul futuro più prossimo di questo asset restano quindi complesse, ma ciò che è certo è che Milano continua a concentrare il mercato italiano, anche se stanno emergendo nuovi poli di sviluppo. Alla fine del 2025 l’area milanese contava infatti 414 MW IT di potenza nominale installata, pari al 68% del totale nazionale, con la prospettiva di superare 1 GW IT entro il 2028.

La pipeline dei data center si fa via via più consistente, e guarda anche a investimenti al di fuori della Lombardia, come il Cavour Hyperscale Campus di Trino, nell’ex centrale Galileo Ferraris, e il progetto Digital Vault Sulcis in Sardegna, entrambi inseriti tra i programmi di interesse strategico nazionale.

A questo proposito, lo scorso agosto il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha annunciato la dichiarazione di preminente interesse strategico nazionale per due nuovi programmi di investimento, localizzati nell’area milanese e nel Sulcis Iglesiente, per un valore complessivo di circa 6,8 miliardi di euro.

Il primo riguarda K2 Strategic Infrastructure Italy, che prevede un investimento di 5,3 miliardi di euro per lo sviluppo di un campus hyperscale fino a 400 MW nei comuni di Zibido San Giacomo e Lacchiarella, mentre il secondo è proprio il Digital Vault Sulcis, promosso da Energy Vault Sulcis, che prevede circa 1,49 miliardi di euro per un data center fino a 30 MW nell’ex miniera di Monte Sinni, in Sardegna.

La delibera prevede quindi la nomina, d’intesa con le regioni, di un commissario straordinario per ciascun programma, con il compito di coordinare le attività amministrative e accelerare la realizzazione degli interventi, anche ai fini del rilascio dell’autorizzazione unica. Gli obiettivi sono il rafforzamento della sovranità digitale, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e l’attrazione di investimenti tecnologici.

Obiettivi che snellirebbero le operazioni, soprattutto dal punto di vista della fattibilità e che potrebbero aprire a modelli capaci di dare più sicurezza a chi intende investire nell’asset.

Alla pipeline si aggiungono altri cinque programmi già riconosciuti di interesse strategico nazionale, che coinvolgono Amazon, con 1,2 miliardi di euro nei comuni di Rho, Pero e Zibido San Giacomo, Vantage, con 8 miliardi di euro a Melegnano, Settimo Milanese, Cornaredo e Tavazzano, EdgeConneX, con circa 3 miliardi di euro a Opera, Pieve Emanuele/Fizzonasco e Bertonico, Equinix, con circa 4 miliardi di euro a Settimo Milanese e Cusago, e Techbau, con circa 4 miliardi di euro a Trino, in Piemonte.

I sette programmi valgono complessivamente oltre 25 miliardi di euro di investimenti previsti. Il riconoscimento del loro interesse strategico, insieme ai volumi rilevati sul mercato immobiliare e alla dimensione della pipeline, restituisce quindi l’immagine di un comparto in fermento, con le sue sfide e le sue aspettative, che Requadro approfondire nel webinar del 3 novembre dal titolo Le 4 C dei data center: capitali, cantieri, connessioni e conformità. Qui le informazioni per partecipare.

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