Assegnati i premi Future4Cities 2026

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“La parola “partecipazione” – precisano gli organizzatori di Will Media -, intesa come sforzo comune e dal basso per cambiare i centri urbani, è stata il leitmotiv della quarta edizione di Future4Cities 2026. La premiazione dei 5 progetti vincitori quest’anno ha avuto un sapore particolare, perché la nostra mappatura sull’innovazione urbana, iniziata quattro anni fa, ha superato quota mille iniziative raccolte, e il merito è anche delle oltre 250 candidature arrivate tra maggio e giugno. La nostra giuria di esperti ed esperte ha individuato i 25 finalisti, poi sono entrati in gioco i membri della community online di Future4Cities, con una risposta davvero importante: più di 30mila voti sul nostro sito”.
Di seguito l’elenco dei progetti vincitori nelle cinque categorie di Future4Cities 2026.

• Categoria Casa
Riqualificazione Ex Fornaci Picci, Quartu Sant’Elena, Cagliari
I dati non lasciano spazio a dubbi: in Italia il 35% dello stipendio (la soglia critica è al 30%) viene destinato all’affitto (con punte del 76% a Milano e del 61% a Roma). Il progetto promette di rompere il pericoloso rapporto tra riqualificazione degli spazi urbani e gentrificazione, facendo rivivere il complesso che ospitava l’ex Fornaci Picci, una vecchia fabbrica abbandonata dagli anni Settanta; l’area coinvolta è davvero imponente: 57mila mq. Verrà realizzato un intervento di housing sociale con una settantina di appartamenti a prezzo calmierato. L’area industriale dismessa ospiterà poi un parco, uffici e spazi pubblici ad accesso gratuito, con l’obiettivo di creare un modello di rigenerazione urbana replicabile altrove.

• Categoria Mobilità
PadoVia, Padova
PadoVia è una app che fornisce agli utenti informazioni in tempo reale su ritardi e deviazioni del trasporto locale, compensando i limiti delle app ufficiali.

• Categoria Comunità
MuST23, Capaci, Palermo
A poche centinaia di metri dal luogo della strage di Capaci del 23 maggio 1992, c’è un ex scalo ferroviario abbandonato che sta diventando un luogo di aggregazione cruciale per la città. Il merito è del progetto dell’Associazione Capaci No Mafia ETS, che in quegli spazi ha realizzato un museo ed esperienze immersive sulla memoria antimafia. Inoltre, la collaborazione dell’associazione con Addiopizzo Travel e Arup, con il supporto di Ashoka, ha avviato la progettazione partecipata degli spazi esterni dello scalo.

• Categoria Lavoro
SoDe – Social Delivery
La proliferazione dell’e-commerce ha riempito le nostre città di furgoni, che solo a Milano effettuano più di 200mila consegne al giorno, creando più di un problema: inquinamento, sosta irregolare, traffico. Parlando di consegne, c’è anche la questione del food delivery, responsabile dei cosiddetti fenomeni del caporalato urbano e digitale ai danni dei rider. Ma a Milano c’è una startup, nata grazie a un crowdfunding comunale, che sta mostrando un modello alternativo e di successo. Il suo nome è SoDe (il loro logo, non a caso, è un uovo sodo), e richiama i pilastri del progetto: sociale, sostenibile (consegnano solo in cargo bike, senza usare furgoni), solidale. A SoDe contrattualizzano in modo tutelato i corrieri, fornendo loro i mezzi e la formazione professionale necessaria (ciclomeccanica, educazione stradale, italiano).

• Categoria Clima ed Energia
Metropolitree, Palermo
Metropolitree è un’associazione che sta promuovendo un modello di riforestazione urbana partecipata. I cittadini volontari vengono inizialmente coinvolti per mappare le aiuole delle città, individuando quelle più adatte a ospitare uno o più alberi. Poi partecipano in prima persona, insieme a botanici, arboricoltori e giardinieri, alla messa a dimora delle piante. E ogni albero viene seguito nel tempo, coinvolgendo le persone durante la manutenzione del verde.

di Danilo Premoli – Office Observer
Archivio Architettura
 

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