I flussi di finanziamenti per l’acquisto di abitazioni hanno registrato una crescita del 4% nei primi tre mesi dell’anno, segnando una netta decelerazione rispetto all’espansione del 2025. Secondo i dati della 60ª edizione dell’Osservatorio Credito al Dettaglio realizzato da Assofin, CRIF e Prometeia, il mercato sconta il crollo delle surroghe, che segnano un -66,8%, trascinando il dato complessivo dei flussi di mutui alle famiglie verso una contrazione del 5,7%.
Il comparto immobiliare italiano si trova ad affrontare una fase di transizione dopo un 2025 caratterizzato da una dinamica vivace. Se lo scorso anno i mutui per l’acquisto avevano segnato un incremento del 23%, il primo trimestre del 2026 riflette un quadro più prudente, nonostante le compravendite residenziali siano cresciute del 4,4% nello stesso periodo. A pesare sulla performance complessiva è l’esaurimento del fenomeno delle surroghe. Dopo il buon risultato del 2025 (+28,7%), i contratti passibili di condizioni economiche migliorative sono diminuiti drasticamente, portando alla marcata contrazione del settore.
Un elemento di forte interesse per il settore immobiliare riguarda la trasformazione delle preferenze dei consumatori in termini di efficienza energetica. I dati mostrano che i finanziamenti destinati alla transizione ecologica delle famiglie hanno fornito un impulso determinante. In particolare, i volumi dei mutui per l’acquisto di immobili ad alta efficienza energetica e per interventi di riqualificazione sono raddoppiati nel corso del 2025. Questa tendenza è confermata anche dal credito al consumo finalizzato: la quota di finanziamenti destinati al miglioramento dell’efficienza dell’abitazione, come l’installazione di pannelli solari o pompe di calore, ha raggiunto il 21% del valore totale dei finanziamenti in ambito casa.
Sul fronte tecnico, le famiglie italiane continuano a prediligere la stabilità, sebbene si notino segnali di cambiamento. Le erogazioni a tasso fisso rimangono prevalenti, coprendo il 78% dei contratti nei primi tre mesi del 2026. Tuttavia, cresce l’interesse per le formule miste, passate dal 10% del 2025 al 14% attuale, in un contesto di incertezza sull’evoluzione futura dei tassi di interesse e di pressioni inflazionistiche.
Parallelamente al credito strettamente immobiliare, il credito al consumo ha mostrato un’accelerazione nel primo trimestre 2026, con flussi in crescita del 4,9%. Il traino principale è arrivato dal comparto auto e moto (+6,2%), beneficiando della mobilità sostenibile, e dalla cessione del quinto, che con un +7,5% si conferma il segmento più dinamico. Anche in questi settori attigui all’abitazione si registra una ripresa dei finanziamenti finalizzati all’acquisto di altri beni e servizi (+5,5%).
Un cambiamento strutturale riguarda i canali distributivi. Le reti terze, composte da agenti e mediatori, hanno assunto un ruolo centrale, arrivando a gestire quasi la metà delle erogazioni dei mutui immobiliari, sottraendo quote di mercato agli sportelli bancari tradizionali. Contemporaneamente, avanza il canale digitale: nel 2025 il 19% dei volumi di prestiti personali è stato collocato interamente online.
Nonostante le tensioni geopolitiche internazionali, in particolare il conflitto in Medio Oriente e le incertezze sulla navigazione nello stretto di Hormuz, la qualità del credito rimane elevata. Il tasso di default complessivo per le famiglie è dell’1,5% a marzo 2026, ma il dato specifico dei mutui immobiliari è ancora più rassicurante, attestandosi allo 0,4%, in lieve miglioramento rispetto al passato.
Le prospettive per la chiusura dell’anno e per il biennio successivo indicano una crescita moderata delle consistenze. Gli esperti prevedono che dal 2027 la domanda potrà beneficiare di un miglioramento del potere d’acquisto, nonostante un ridimensionamento degli incentivi fiscali per ristrutturazioni e acquisto di beni per la casa. Come evidenziato nel rapporto, “le prospettive del settore sono di una crescita moderata, con livelli di rischio sotto controllo”. La sostenibilità della crescita nel medio termine resta però legata alla prosecuzione degli investimenti del PNRR e all’evoluzione della politica monetaria, che ha interrotto la sua fase più espansiva.
Il settore dovrà inoltre confrontarsi con l’applicazione della nuova Direttiva sul credito ai consumatori (CCD2), che rafforzerà i requisiti di trasparenza e valutazione del merito creditizio. In questo scenario, l’intelligenza artificiale e la digitalizzazione continueranno a essere leve fondamentali per l’efficienza dei modelli distributivi, mentre la transizione energetica resterà la principale opportunità per sostenere la domanda di finanziamenti legati agli spazi abitativi.


