Un campus di alta formazione all’interno della campagna trevigiana

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Il progetto H-Campus si sviluppa su un’area di trenta ettari, lungo il fiume Sile a Roncade in provincia di Treviso, adiacente all’attuale headquarter H-Farm, che ha qui previsto la nuova costruzione di edifici per l’educazione e di servizio. Lo firma lo studio ZAA Zanon Architetti Associati, intervenendo in continuità con i nuclei esistenti e impiegando volumetria in parte ricavata dalla demolizione di fabbricati non rilevanti sul piano storico-architettonico, con l’obiettivo di proporre una realizzazione a cubatura zero.

Il paesaggio ha guidato l’architettura e le scelte tecniche; il masterplan prevede la realizzazione di otto edifici, oltre ad alcuni volumi di servizio. Il punto di accesso al campus avviene attraverso l’accoglienza, un volume ad un piano caratterizzato da una copertura a falde sporgente (nella foto di Marco Zanta). Gli edifici si traguardano l’un l’altro, ma tra di essi trova spazio la natura, l’ambiente: il tempo richiesto per camminare da un edificio all’altro è il tempo della pausa, della maturazione, della crescita.

Al centro dell’area di intervento si trova un edificio polifunzionale, progettato con lo studio Rogers Stirk Harbour + Partners, nucleo di riferimento per le maggiori attività collettive quali conferenze, biblioteca, ristorazione, tempo libero: un ponte panoramico dal quale osservare tutto il campus di H-Farm e collegamento fisico tra le sue parti. I volumi sono caratterizzati da uno sviluppo planimetrico semplice e chiaro, capace di assecondare gli specifici programmi funzionali e distributivi, facendo della rigidità della normativa punti di forza dai quali sviluppare le tematiche alla base di ogni edificio. I materiali impiegati, le finiture, le cromie e le soluzioni tecnologiche si ripetono declinandosi in ogni volume al fine di una coerente immagine di insieme.

“Scopo principale del progetto – si legge nella relazione – è una completa integrazione tra architettura e paesaggio: gli edifici infatti sono studiati per essere incubatori di programmi funzionali in evoluzione senza alcuna velleità a divenire architetture iconiche in contrasto con l’habitat in cui si inseriscono, perseguendo una neo-ruralità e i suoi principi. Le ampie superfici vetrate permettono di affacciarsi sul paesaggio, fulcro di attività comuni e socializzazione, regalando un’esperienza immersiva rispetto al verde circostante”.

Il progetto vive così del reciproco scambio tra ambiente e vita umana, in una simbiosi legata ad un immaginario di ricostruzione del rapporto apparentemente compromesso tra naturalità e antropizzazione: una chiave di lettura consapevole della necessità della sua rielaborazione e attualizzazione, non con l’intento di ricostituire nostalgicamente condizioni inattuali, quanto di procedere verso nuove sperimentazioni, con aumentata consapevolezza grazie a soluzioni tecnologicamente e costruttivamente innovative finalizzate a generare un nuovo paesaggio.

“Campus innovativo e didatticamente evoluto che accoglie scuole di diverso ordine e grado. Sotto la grande copertura si alternano ambienti chiusi e piazze che si affacciano su ampie aree verdi. Alla complessità del sistema si contrappone la leggerezza degli edifici e la chiarezza dell’impianto”. Questa la motivazione con la quale è stato assegnato il Premio “Architetto italiano 2020” all’opera “H–Camus a Roncade (TV)” dello studio Zanon Architetti Associati.

di Danilo Premoli – Office Observer
 

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