Nel terzo trimestre del 2026 la domanda di abitazioni in locazione in Italia registra un incremento del 4,5% su base annua, interrompendo una serie di sette trimestri consecutivi di flessione. I prezzi continuano a salire sia nel comparto delle vendite (+4,9%) sia in quello degli affitti (+3,9%). I dati emergono dall’Osservatorio sul mercato residenziale diffuso da Immobiliare.it Insights.
L’andamento nazionale di prezzi, domanda e offerta
A livello nazionale, tra luglio e settembre 2026, il prezzo medio degli immobili in vendita si attesta a 2.217 euro al metro quadro, con un aumento del 4,9% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel comparto delle locazioni, il canone medio raggiunge i 14,9 euro al metro quadro, evidenziando una crescita del 3,9% su base annua.
La pressione della domanda sale del 4,2% per l’acquisto e del 4,5% per la locazione. L’offerta sul mercato presenta invece andamenti divergenti: nei tre mesi analizzati lo stock di immobili in vendita si contrae del 3,9%, mentre la disponibilità di abitazioni in affitto mostra un incremento del 12,6%.
“L’elemento nuovo rispetto agli ultimi Osservatori riguarda l’andamento della domanda di locazioni, che torna a crescere dopo sette trimestri consecutivi di variazioni negative – dichiara Paolo Giabardo, direttore generale di Immobiliare.it – In realtà, si tratta di una conferma di un trend di cui si erano già avuti alcuni segnali negli ultimi mesi e che ora si manifesta appieno nei dati consuntivi del terzo trimestre”.
Il mercato delle vendite nelle macro-aree e nei capoluoghi
Nelle compravendite, i rialzi dei prezzi risultano trainati dalle macro-aree settentrionali e centrali: il Nord-Ovest segna un +6,2% (2.456 euro/mq), il Nord-Est un +5,9% (2.282 euro/mq) e il Centro un +4,8% (2.467 euro/mq). Le Isole registrano un aumento del 2,8% (1.484 euro/mq), mentre il Sud chiude con un +2,3% (1.552 euro/mq). Nelle città con oltre 250.000 abitanti i prezzi aumentano del 5,9% (media di 3.793 euro/mq), contro il +4,3% rilevato nei centri minori (1.911 euro/mq).
A livello regionale, il Friuli Venezia Giulia mostra la crescita annuale dei prezzi di vendita più elevata ( +8,0% ). La Valle d’Aosta ( -1,3% ) e la Basilicata ( -1,6% ) sono le uniche regioni in calo. Il Trentino-Alto Adige si conferma la regione più cara per l’acquisto con 3.769 euro/mq, mentre la Calabria è la più economica con 972 euro/mq.
Tra i capoluoghi regionali, Trieste evidenzia l’incremento maggiore dei prezzi di vendita ( +10,4% ), seguita da Torino ( +8,7% ) e Genova ( +8,3% ). Milano si attesta come la città più onerosa d’Italia con 5.665 euro al metro quadro.
La mappa dei canoni di locazione
Nel settore degli affitti, i rincari dei canoni sono guidati dal Centro ( +6,8% ) e dal Sud ( +6,2% ), con il Nord-Ovest che si conferma la macro-area più cara con 16,7 euro/mq. Nei comuni con meno di 250.000 abitanti i canoni crescono del 4,3%, contro il +1,9% delle grandi città.
La Calabria segna l’aumento regionale più rilevante nei canoni di locazione ( +13,7% ), mentre si rilevano flessioni in Molise ( -4,8% ), Emilia-Romagna (-0,8% ) e Veneto ( -0,1% ). La Valle d’Aosta registra la media regionale più alta (quasi 24 euro/mq), mentre il Molise la più contenuta ( 7,1 euro/mq ).
Tra i capoluoghi, Catanzaro registra la variazione positiva più sostenuta ( +17,1% ), seguita da Aosta ( +13,2% ) e Trieste ( +10,8% ). Milano, pur segnando una flessione dello 0,7%, mantiene il primato nazionale per il canone medio con 22,3 euro al metro quadro.




