I prezzi delle abitazioni di pregio a livello globale registrano un incremento dello 0,6% nel primo semestre del 2026, mentre i canoni di locazione crescono dell’1,1%, consolidando la tendenza che vede la crescita degli affitti superare quella delle compravendite a partire dalla metà del 2022. Secondo l’ultimo rapporto Savills World Cities Prime Residential Index, il 60% delle trenta città monitorate mostra variazioni positive nei valori di acquisto, sostenuto dalla scarsità di offerta e dalla concentrazione di ricchezza delle famiglie. In questo scenario di moderazione internazionale, l’Europa meridionale si conferma tra le aree più dinamiche, con Milano e Roma che consolidano il proprio andamento positivo grazie a incrementi sia nei prezzi sia nei canoni di locazione.
Il quadro internazionale e il primato di Tokyo
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La crescita complessiva dei listini riflette condizioni economiche eterogenee e incertezze geopolitiche. Tokyo guida la classifica globale con un rialzo dei prezzi del 7,0% nel semestre (+20,4% su base annua), spinta da flussi migratori interni e da una carenza strutturale di offerta di nuovi condomini. Al secondo posto si colloca San Francisco (+4,8%), sostenuta dal recupero del settore tecnologico legato all’intelligenza artificiale.
Di contro, i mercati residenziali cinesi registrano debolezze, con cali dei valori di capitale in quattro città su cinque.
L’andamento del mercato in Italia: Milano supera i 16mila euro al metro quadrato
I mercati residenziali di fascia alta di Milano e Roma confermano la stabilità del comparto nazionale. Nei primi sei mesi del 2026, Milano ha registrato un aumento dei prezzi dell’1,5%, posizionandosi a una media di circa 16.500 euro al metro quadrato. Questo valore colloca il capoluogo lombardo sopra altre piazze dell’Europa meridionale come Lisbona (14.600 euro/mq), Madrid (11.700 euro/mq) e Barcellona (9.600 euro/mq), sebbene rimanga inferiore rispetto a Parigi (19.000 euro/mq), Londra (18.200 euro/mq) e Ginevra (26.300 euro/mq).
Roma evidenzia una crescita dei prezzi più contenuta, pari allo 0,2%, attestandosi su una media di circa 15.100 euro al metro quadrato. Sul fronte delle locazioni, l’incremento semestrale è stato del 2,0% a Milano e dell’1,8% a Roma, alimentato da una crescente domanda di flessibilità contrattuale.
Un indicatore rilevante dell’interesse per il mercato italiano è l’aumento delle transazioni di immobili con valore superiore ai 3 milioni di euro nel primo trimestre dell’anno: il volume delle compravendite in questa fascia è cresciuto del 15% a Milano e dell’80% a Roma.
Domanda solida e offerta limitata
Danilo Orlando, head of residential di Savills, ha così commentato le dinamiche in atto nel settore: “La vera sfida oggi non è trovare acquirenti, ma trovare prodotto all’altezza delle aspettative dei migliori acquirenti. Nel segmento prime di Milano e Roma la domanda resta solida, sia domestica sia internazionale. Lo conferma anche l’andamento delle transazioni sopra i 3 milioni di euro, aumentate del 15% a Milano e dell’80% a Roma nel primo trimestre dell’anno. Al tempo stesso, l’offerta di immobili realmente distintivi continua a essere limitata. In questo contesto, il valore non è determinato solo dalla location, ma sempre più dalla capacità di offrire qualità, unicità e un’esperienza abitativa difficilmente replicabile”.
Prospettive per la seconda metà del 2026
Per la seconda parte dell’anno, Savills prevede una stabilità globale, con una crescita media stimata dello 0,5% nelle trenta città dell’indice. Per l’Italia si attendono incrementi moderati sia per Milano sia per Roma, con variazioni stimate tra lo 0% e l’1,9%. Entrambe le città si collocano in una fascia di crescita positiva ma più contenuta rispetto ad altri mercati dell’Europa meridionale, quali Lisbona, Madrid e Barcellona, le cui previsioni si attestano tra il 2% e il 3,9%.


