Nascerà a Roma un nuovo Creative Centre

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Tra le più significative opere dell’architettura italiana del dopoguerra, Casa Baldi a Roma, singolare edificio residenziale firmato da Paolo Portoghesi, verrà destinata a ospitare il terzo polo del sistema ideato da Casalgrande Padana a servizio della creatività, della cultura e del progetto architettonico. Il restauro è in avanzata fase di sviluppo.

I Creative Centre sono luoghi aperti ai professionisti del settore, pensati per superare il tradizionale concetto di showroom commerciale, proponendosi come vere e proprie piattaforme di incontro tra mondo della produzione e mondo del progetto, dove non solo conoscere prodotti, materiali e soluzioni di posa, ma anche approfondire e sviluppare temi di progetto, condividere idee, promuovere aspetti culturali e di formazione. Il successo della formula è testimoniato dal fatto che nel giro di pochi anni al primo Creative Centre sorto a pochi passi dal polo produttivo di Casalgrande, su progetto di Cerri Associati Engineering, si affiancano il Creative Centre di Milano Foro Buonaparte e, a breve, quello nella capitale, che rappresenta anche l’occasione per aprire alla comunità dei progettisti un importante manufatto d’autore.

Casa Baldi, infatti, è stata progettata da Paolo Portoghesi e realizzata tra il 1959 e il 1961 per Gian Vittorio Baldi, regista e produttore tra l’altro di alcune pellicole di Pier Paolo Pasolini. A dispetto della scala ridotta, l’opera ha rappresentato un innovativo manifesto architettonico del dopoguerra, stimolando un grande dibattito, allora rimbalzato perfino sulle pagine del New York Times. Bruno Zevi sulla rivista “L’Architettura Cronaca e Storia” lo aveva definito “un edificio problematico”.

Portatrice di un nuovo linguaggio, così come di una serie di riferimenti culturali e materiali, Casa Baldi è testimone di un’architettura capace di storicizzare innovando anche dal punto di vista costruttivo. Casalgrande Padana ha affidato il progetto di restauro e ridestinazione allo stesso architetto, che ha elaborato una serie di soluzioni coerenti con l’opera originale e allo stesso tempo sensibili a valorizzarne funzionalmente la nuova destinazione d’uso: “Una proposta di nuova architettura, legata ai luoghi e alla storia, partecipe allo stesso tempo della rivoluzione del Movimento Moderno”, ne sintetizza oggi i contenuti Paolo Portoghesi.

Il percorso è avviato, e presto nella capitale sarà offerta la possibilità di conoscere da vicino e frequentare questo nuovo spazio, crocevia tra dimensione espositiva, comunicazione, informazione tecnica e una articolata serie di iniziative, nel campo dell’architettura, del design e della produzione.

di Danilo Premoli – Office Observer
 

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