La domanda di logistica in Europa punta sugli asset di nuova generazione

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Il mercato immobiliare logistico europeo entra in una fase caratterizzata da una maggiore selettività, con l’Italia che si colloca al quarto posto in Europa tra le destinazioni più rilevanti per l’espansione dei network distributivi. È quanto emerge dal rapporto European Logistics Real Estate Census 2026, condotto da Savills in collaborazione con BGRE su un campione di oltre 600 operatori del settore. Nonostante le incertezze macroeconomiche e geopolitiche, il volume dei contratti di locazione in Europa ha raggiunto 14,01 milioni di metri quadri nel primo semestre del 2026, con un incremento del 21% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

I dati indicano la tenuta della domanda: il 38% degli utilizzatori rileva condizioni di attività migliori rispetto a dodici mesi fa e il 47% prevede di ampliare le proprie superfici nei prossimi tre anni. La crescita si accompagna tuttavia a una riorganizzazione dei portafogli: il 54% degli operatori pianifica di liberare almeno un immobile per trasferirsi in strutture più efficienti. Questo processo di flight-to-quality spinge il 47% degli occupier verso immobili di nuova costruzione e un ulteriore 47% verso soluzioni build-to-suit, mentre solo il 19% considera spazi di seconda mano.

In questo scenario di redistribuzione geografica, l’Italia raccoglie il 13% delle preferenze degli occupier, posizionandosi a pari merito con Spagna e Paesi Bassi, alle spalle di Francia (22%) e Germania (19%). Il dato conferma il ruolo dello snodo italiano lungo le direttrici logistiche continentali.

In merito ai risultati dell’analisi, il head of industrial & logistics di Savills, Carlo Walder, dichiara: “Il posizionamento dell’Italia tra i principali mercati europei di interesse per gli occupier conferma il ruolo strategico del Paese all’interno delle catene di distribuzione continentali. In un contesto sempre più selettivo, le aziende orientano le proprie scelte verso immobili capaci di garantire efficienza operativa, contenimento dei consumi, adeguata disponibilità di potenza elettrica e flessibilità rispetto all’evoluzione dei processi logistici. Ne deriva una crescente polarizzazione della domanda a favore degli asset di nuova generazione, a discapito dello stock più obsoleto”.

La ridefinizione dei criteri per gli immobili di prima scelta pone i requisiti tecnici al centro delle decisioni aziendali. L’89% degli operatori stima un aumento del proprio fabbisogno energetico nei prossimi tre anni, mentre il 26% segnala una capacità insufficiente negli immobili attualmente in uso. A ciò si aggiunge la richiesta di altezze utili superiori ai 12 metri per oltre tre quarti del campione, guidata dall’adozione di sistemi automatizzati e tecnologie di intelligenza artificiale.

Sul fronte dei capitali, le transazioni complessive sul mercato industriale e logistico europeo si attestano a 18,7 miliardi di euro nel primo semestre del 2026, segnando un calo del 10% rispetto alla media di lungo periodo. Ciononostante, gli investitori concentrano le risorse sugli asset di massima qualità: l’81% del capitale si orienta verso la logistica prime, contro il 73% della rilevazione precedente.

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