martedì, Agosto 4, 2026

Inaugurato il rinato Man Museo archeologico nazionale di Aquileia

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Come molti tra i maggiori musei archeologici italiani, il Man di Aquileia versava in una condizione di immagine molto penalizzante, dovuta essenzialmente ad una carenza di aggiornamento architettonico e museografico. I servizi di accoglienza per il pubblico, divenuti ormai basilari per una adeguata offerta museale, erano pressoché assenti, mentre l’allestimento offriva una casistica eterogenea e disordinata di soluzioni che nuoceva alla comprensione della valenza delle opere e del loro contesto di origine.

Inaugurato in agosto, il restauro architettonico e l’adeguamento tecnologico-impiantistico, affrontato dal team di progetto tenendo in massimo conto le caratteristiche del sito, la sua storia e le sue valenze ambientali, è stato pensato contestualmente all’allestimento museografico, in modo da avere un perfetto riscontro tra spazio e reperti, tra percorso e narrazione. Una particolare attenzione è stata rivolta verso l’addizione del nuovo corpo di fabbrica di collegamento alle gallerie espositive, adibito a biglietteria-bookshop, dove viene anticipata l’immagine di contemporaneità del nuovo museo.

Attraverso le trasparenze di vetrate continue verso il patrimonio botanico del giardino storico di Villa Cassis Faraone, il rapporto tra interno ed esterno del museo viene valorizzato da nuove visuali prospettiche, incorniciate da quinte di pietra grigia, amplificando l’impianto romantico del secolo scorso. Il criterio espositivo, per decenni improntato sulla classificazione tipologica dei reperti, è stato completamente ripensato nell’intento di offrire un percorso più coinvolgente, che consenta una maggior comprensione dell’area archeologica, iscritta al Patrimonio mondiale dell’umanità Unesco dal 1998.

Il restauro degli ambienti interni ha volutamente lasciato in situ alcuni lacerti musivi, memoria dell’allestimento storico dei primi decenni del Novecento. Il percorso attraverso le sale, pur vincolato dalle caratteristiche distributive dell’edificio storico, è stato completamente rivoluzionato dalla nuova collocazione dei reperti, con l’intento di catturare l’attenzione dei visitatori, ma soprattutto dal nuovo linguaggio allestitivo, rigoroso ed essenziale, che ha determinato la nuova immagine del museo, con eleganti fondali, un nuovo piano di calpestio in resina grigia e quinte a tutta altezza in acciaio verniciato color salvia. Ai mosaici, uno dei fiori all’occhiello del sito archeologico di Aquileia, vengono riservate nuove forme di valorizzazione all’interno del progetto di allestimento. Nella foto: mosaico con pavimento non spazzato “asaroton”; I secolo a.C.; collocazione: prima sala del primo piano.

Il progetto di riallestimento è frutto di un lavoro di squadra che affianca professionalità interne al Ministero per i Beni e le Attività Culturali: Luca Caburlotto, direttore del Polo museale del Friuli Venezia Giulia, Marta Novello, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, Anna Chiarelli, responsabile unico del procedimento, Stefania Casucci per la progettazione, Elena Braidotti e Annalisa De Franzoni per il supporto tecnico-scientifico; a professionisti come Giovanni Tortelli, per l’allestimento museografico; a un comitato scientifico composto da esperti del settore: Gemma Sena Chiesa, Francesca Ghedini, Franca Maselli Scotti, Francesca Morandini, Matteo Ceriana.

→ museoarcheologicoaquileia.beniculturali.it

di Danilo Premoli – Office Observer

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